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giovedì , 23 marzo 2017
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Il presidente più povero del mondo.

Incredibili le abitudini e i ritmi di vita di José Alberto Mujica. L’uruguayano, classe 1935, con un passato da guerrigliero e da detenuto politico, è al governo del suo Paese dal 2009. Numerose indagini dei media internazionali, da ultimo un servizio della BBC online, lo considerano  “il presidente più povero del mondo”.

fonte: Oltremedianews.it

 

José Alberto Mujica Cordano, più noto col vecchio nome di battaglia “Pepe”, è il Presidente della Repubblica dell’Uruguay. Di origini piemontesi per parte di madre, l’ex guerrigliero del Movimento di Liberazione Nazionale ha scontanto con 15 anni di carcere militare le sue battaglie in difesa della democrazia, e ora, eletto Capo dello Stato, solleva ammirazione e stupore per le sue scelte.In passato “Pepe” Mujica militava nelle truppe Tupamaros e, dopo il colpo di Stato di Bordaberry appoggiato dall’esercito, ha vissuto dal 1972 in prigionia in condizioni particolarmente dure; fu annoverato tra ‘gli ostaggi’ che la dittatura avrebbe fucilato in caso l’organizzazione avesse ripreso la lotta armata e trascorse, così, parte del periodo della sua detenzione in cella d’isolamento. La democrazia si fece attendere, e con essa, nel 1985 arrivò una legge di amnistia che scarcerava tutti i condannati che avessero commesso reati politici fino al 1962. Riacquistata la libertà, José Mujica aderì all’alleanza di sinistra del Fronte Amplio (FA), dirigendo una corrente da lui stesso creata: il Movimento di Partecipazione Popolare(MPP). Nel 1994 è stato eletto deputato a Montevideo, in seguito, con la vittoria del “Fronte” del 2004, nominato Ministrodell’Agricoltura, con le elezioni del 2009 è stato finalmente eletto Presidente della Repubblica.Recenti sondaggi mostrano come il gradimento verso l’ex-militante “Pepe” sia costante da parte dei suoi concittadini, anche grazie a riforme importanti in materia economica per ridurre la disoccupazione e contenere il debito. Quello che però ha acceso la ‘morbosa’ attenzione dei media, ciò che li ha fatti catapultare fin dentro la vita del Capo di Stato uruguayano a rivelarne i dettagli, non sono state le sue importanti decisioni circa  il riavvicinamento in politica estera con l’Argentina, né le statalizzazioni volute dal suo governo, né tantomeno scelte di investimento nella sanità e nell’istruzione pubblica.

Pepe” Mujica ha cattivato l’attenzione degli organi di comunicazione internazionale, per la semplicità e l’umiltà esemplari con le quali, silenziosamente, ha compiuto scelte di vita in netto contrasto con la condotta e le abitudini quotidiane che, di norma, sono concesse alla più alta carica istituzionale del proprio paese. Per prima cosa, il 77enne Presidente dell’Uruguay, ha rinunciato ad abitare nella residenza ufficiale nella Capitale Montevideo, destinandone le eleganti stanze a chi non ha neanche una semplice dimora; in seguito ha rinunciato allo stipendio da Capo dello Stato devolvendone il 90% in beneficenza: dalla sua ultima dichiarazione dei redditi emerge che i suoi bene, nel 2010, assommavano a circa 1.400 euro. La BBC online accende su di lui i riflettori e lo incorona “il presidente più povero del mondo”. La rivista inglese Monocle, lo scorso mese di agosto, pubblicava all’inizio di una nota: “Contrariamente alla credenza popolare, il miglior leader del mondo non è Barack Obama… Il miglior capo di stato di questi giorni è José Mujica, presidente dell’Uruguay “.

Ma José Mujica non si preoccupa di dare risalto alle sue azioni, anzi, rifugge il vento della notorietà: non usa twitter, non manda mail e usa un vecchissimo cellulare. Al riparo nella sua casa in campagna trascorre i giorni in compagnia della moglie Lucia Topolansky, con la quale condivide la passione per la politica e per il giardinaggio: i due, nel tempo libero, coltivano l’orto mentre una vecchia cagna zoppa veglia a custodia della casa. Il vecchio combattente “Pepe” stende personalmente i panni nel giardino, la moglie gli stira le camice e, in spregio alle auto blu e alle scorte, viaggiano entrambi su un maggiolino Volkswagen, immatricolato nel 1987, unico pezzo ‘da museo’. Gli accusatori del Presidente uruguayano gli accusano di conquistarsi i consensi dell’opinione pubblica e di non avere pragmatico senso politico, sono in molti a rimproverargli una politica troppo ‘morbida’ nei confronti del Venezuela e scelte economiche che non guardano alle privatizzazioni e non favoriscono, quindi, investimenti esteri in Uruguay.

Intanto, il presidente José Alberto “Pepe” Mujica risponde: “Posso sembrare un vecchio eccentrico, ma non mi travesto da presidente, rimango quello che ero. La mia è una libera scelta. Io non sono povero, ho tutto ciò di cui ho bisogno”.

   Edoardo Cellini

 

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