Il problema politico della mafiaTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Il problema politico della mafia

Il problema politico della mafia

Il 23 maggio 1992 la mafia faceva saltare in aria il magistrato antimafia Giovanni Falcone insieme a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della scorta. Oggi tutta Italia si ferma, giustamente, a ricordare. Ma quanta ipocrisia c’è ancora nelle istituzioni.

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Oggi non è un giorno come gli altri, è il giorno della morte di Giovanni Falcone e di sua moglie Francesca Morvillo, uccisi il 23 maggio 1992 in un terribile attentato di Cosa Nostra sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo. Uno dei tanti episodi di sangue che hanno segnato in profondità la storia della Repubblica Italiana, un episodio che non può non essere collegato all’attentato nel quale avrebbe trovato la morte, poco dopo, un altro magistrato antimafia, Paolo Borsellino. A distanza di tutti questi anni su quei maledetti attentati c’è ancora una cappa d’ombra, come se non fosse uscita a galla tutta la verità, come se ci fosse qualcuno che, pervicacemente, ancora si oppone al fatto che venga fatta chiarezza. Un filo rosso collega gli attentati di mafia alle istituzioni, un filo rosso che i magistrati antimafia come Falcone e Borsellino hanno cercato di fare emergere, e forse proprio per questo hanno pagato in prima persona, abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni che invece hanno sempre cercato di servire fedelmente. A distanza di ventuno anni Cosa Nostra è ancora più forte che mai, e la sensazione è che lo Stato abbia imparato a convincere con essa piuttosto che a combatterla. Ormai le notizie che riguardano i coni d’0mbra nei rapporti tra Stato e mafia non sembrano nemmeno più stupire un’opinione pubblica rassegnata e quasi stordita. Così in televisione nei giorni scorsi è comparsa come una meteora la notizia che forse il boss mafioso Provenzano poteva essere arrestato già nel 2001, ma qualcuno o qualcosa fece sì che questo non avvenne. Tante piccole ombre che insieme rappresentano una cappa di oscurità che ci avvolge, e che ci indica che forse coloro che hanno moralmente ucciso Falcone e Borsellino sono ancora lì. Del resto forse la verità è lì di fronte ai nostri occhi, e la possiamo vedere facilmente quando il Pdl propone in Parlamento di dimezzare le pene per concorso esterno in associazione mafiosa proprio due giorni prima l’anniversario della strage di Capaci….

Gracchus Babeuf

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