Il problema "razzismo" spaventa l'ItaliaTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Il problema “razzismo” spaventa l’Italia

Il problema “razzismo” spaventa l’Italia

Negli ultimi mesi si susseguono gli episodi di razzismo verbale anche e soprattutto nel mondo delle istituzioni e della politica. Un vulnus pericoloso che viola lo spirito della Costituzione e contro cui si fa troppo poco.

Un tempo manifestazioni di razzismo sarebbero state senza problemi identificate come estrema maleducazione, a dire poco. Oggi invece siamo per certi versi quasi drammaticamente assuefatti a manifestazioni di becero razzismo, ancor più perchè non provengono dagli stadi o dai bar, ma direttamente dalla politica, dalle istituzioni. La Lega Nord continua a speculare sul razzismo ormai da anni, non fermandosi nemmeno di fronte alla strage di Lampedusa, anche quella un occasione per incolpare il nemico politico di turno, questa volta è stata la volta del duo Kyenge-Boldrini.

Se poi si prende la figura del ministro Kyenge emerge subito la gravità di questi attacchi rivolti contro la sua persona. Non tutto quello che dice la Kyenge è condivisibile, su questo siamo tutti d’accordo, ma da qui a utilizzare il pretesto che lei sia di colore per attaccarla ce ne passa. E una certa politica, da destra, continua a tirare palate di fango contro il ministro unicamente perchè ritenuta “non italiana”. Eh sì perchè è inutile far finta di niente, in Italia esiste un problema razzismo di tipo culturale, esistono cioè sacche consistenti di persone che non ritengono “italiana” una persona di colore a priori, un misto letale di rancore indotto e di ignoranza  che è quanto mai pericoloso per la tenuta sociale della nostra povera Italia.

Basta farsi un giro su Facebook per osservare miriadi di gruppi dal nome altisonante come “Adesso Fuori dai Coglioni“, che si fingono apolitici per veicolare concetti razzisti e odio nei confronti degli immigrati. Tutti i giorni vengono pubblicate foto della Kyenge con accuse di “non essere italiana” e altre notizie che ovviamente vengono accuratamente selezionate per aumentare l’indignazione popolare nei confronti degli stranieri e degli immigrati. Occorre dunque vigilare da vicino contro questa deriva culturale contro cui, come al solito lo Stato sembra non avere intenzione di fare assolutamente niente. Razzismo, fascismo e altre manifestazioni di intolleranza dovrebbero essere ostacolate dalle istituzioni, troppo spesso silenti quando si tratterebbe, al contrario, di dare un segnale di tendenza chiaro.

Gracchus Babeuf

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/gdominici/2525755510/”>Gianni Dominici</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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