Il "problema" scioperi e la soluzione di IchinoTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Il “problema” scioperi e la soluzione di Ichino

 

Fa discutere la proposta sulla regolamentazione degli scioperi di Pietro Ichino del Pd, secondo cui per fare uno sciopero dovrà essere proclamato da un sindacato che rappresenti il 50% dei dipendenti oppure che superi un referendum tra i lavoratori con il 50% dei sì tra i votanti. Per ora il ddl riguarda solo i trasporti pubblici, ma presto potrebbe essere esteso anche ad altri settori

La riforma sugli scioperi che la maggioranza sta elaborando potrebbe rivoluzionare del tutto le modalità con cui vengono indetti. Ovviamente uno dei più attivi nella proposta è nientemeno che Pietro Ichino del Pd, primo firmatario del testo depositato al Senato due settimane fa, e che sembra aver ripreso una proposta già presentata nel 2008 sempre da Ichino e molto simile a quello depositato da Maurizio Sacconi con Ncd. Basta leggere i nomi di chi vuole questa riforma per capirne l’indirizzo, e infatti con questo disegno di legge ci saranno solo due modi leciti per poter dichiarare uno sciopero all’interno di un’azienda. Insomma i lavoratori potranno scioperare solo nel caso che lo sciopero venga proclamato da un sindacato che rappresenti almeno il 50% più uno dei dipendenti. Questo vuol dire che in molte aziende semplicemente non sarà più possibile scioperare dato che a indire gli scioperi spesso sono minoranze agguerrite che poi trascinano anche gli altri lavoratori. Un’altra via potrebbe essere quella del referendum, ma dovrà ricevere il 50% dei sì tra i votanti e un quorum del 50% dei dipendenti. Insomma non ci potranno più essere scioperi indetti da sindacati autonomi, il che indebolirà i lavoratori nel loro complesso, aumentando nel contempo quello dei grandi sindacati. E anche per la metro bastano i soli macchinisti a bloccare tutto. Insomma secondo il governo il problema è che in Italia ci sono troppi scioperi, a nessuno viene in mente che le reali colpe siano in realtà dell’indirizzo di un governo che toglie sempre più diritti ai lavoratori e soprattutto crea sempre meno lavoro. Sembra quasi che il problema sia che i lavoratori possano organizzarsi per danneggiare la produzione chiedendo maggiori diritti, e svuotando l’arma dello sciopero di pericolosità. Non solo, trattando lo sciopero come un qualcosa di negativo e da cui tutelarsi, il governo cerca anche di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, facendo credere che i problemi dei disservizi siano gli scioperi e non i tagli indiscriminati! 

Per onestà intellettuale bisogna però dire che per il momento tale ddl riguarda solo il trasporto pubblico, ma il ministro Delrio già propone di estenderlo anche ai beni culturali. Del resto il governo è d’accordo e la sensazione è che in futuro questo andazzo verrà esteso un pò a tutta la vita del paese. Del resto, come ha ricordato lo stesso Ichino: “Cisl e Uil hanno già firmato con la Fca di Marchionne un accordo aziendale che applica lo stesso principio di democrazia sindacale previsto nel nostro ddl. E quello non è nemmeno un servizio pubblico“.

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