Il #Razzismo dilagante e la cecità delle autoritàTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Il #Razzismo dilagante e la cecità delle autorità

Per la gioia dell’estrema destra italiana si assiste a una guerra tra poveri strisciante nelle città italiane.  Gli extracomunitari diventano i moderni “untori” da perseguitare per salvare l’armonia della “civitas”, con movimenti politici che ci marciano per ottenere voti.  In tutto questo ci si aspetterebbe una reazione a tutto campo delle autorità, magari applicando la dimenticata Legge Mancino..

L’art. 1 (“Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”) dispone quanto segue: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito:

  • a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
  • b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
  • È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.”L’ art. 2 (“Disposizioni di prevenzione”) stabilisce che “chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi” come sopra definiti “è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.” Inoltre lo stesso articolo vieta la propaganda fascista e razzista negli stadi, disponendo che “è vietato l’accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli” di cui sopra. “Il contravventore è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno.”

    L’art. 4 punisce con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.

Quella qui sopra è la Legge Mancino spiegata così come la si trova su Wikipedia. E’ una legge molto chiara nella sua formulazione e non ci risulta (possiamo ovviamente errare siamo un Blog e non siamo dei giuristi) che sia stata in alcun modo abrogata o modificata negli ultimi anni. Dunque piaccia o no in Italia secondo la legge è reato teorizzare la superiorità di una razza su un’altra, ed è ancora più vietato incitare o invitare all’odio nei confronti di gruppi razziali, etnici e politici. Quanto sta accadendo in Italia negli ultimi anni rappresenta qualcosa di molto preoccupante dal momento che si sta sviluppando una sorta di guerra tra poveri nelle periferie che rischia di peggiorare con il peggiorare della crisi economica. Del resto è un qualcosa che ritorna, ogni qual volta ci si trova in un periodo di crisi si tenta sempre di trovare qualcuno o qualcosa con cui prendersela per difendere la purezza della “Civitas”. Prendendosela con gruppi come i Rom, i neri, gli zingari, gli extracomunitari, si ottengono facili consensi ma ovviamente non si risolve in alcun modo i problemi che hanno originato il malessere sociale. Anzi il sistema che l’ha provocato si rafforza dal momento che i poveri al posto che coalizzarsi per ottenere attenzione e rispetto, si dilaniano gli uni con gli altri. Il “razzismo” costa poco, crea consensi, e viene cavalcato da troppa gente che evidentemente percepisce l’ “impunità”, ovvero il fatto che non esistano sanzioni dietro il razzismo. Non solo, l’autorità sembra accorgersi del razzismo solo quando si parla di Sport, vedi le multe agli ultras per cori di discriminazione territoriale o razzismo, mentre quando sono intere comunità a inscenare pogrom chiude entrambi gli occhi, in questo modo a nostro giudizio lasciando intendere che, dopotutto, tutti i torti non hanno. Ma ora facciamo uno sforzo e proviamo a immaginare un’Italia senza extracomunitari e rom, pensate davvero che tutte le cose che oggi non funzionano di colpo comincerebbero a funzionare? Pensate davvero che gli italiani se messi in condizione di disagio e povertà estrema non finiranno per commettere quegli stessi reati di cui oggi sono accusati solo gli extracomunitari? La mafia smetterà di inquinare gli appalti pubblici senza l’ “invasione” di disperati da Lampedusa o senza i campi Rom? O forse le aziende cominceranno ad assumere se non ci saranno più lavavetri? Vi accorgete da soli che sostenere che i mali dell’Italia vengono dall’ immigrazione è una cavolata sesquipedale. Può essere un buon modo per cavalcare la rabbia della gente e ottenere consensi, ma nulla più. La cosa che ci sorprende è che le autorità permettano tutto questo con tale leggerezza, preferendo al contrario perseguitare altre categorie di persone.

Tp

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