Il "Re è nudo" dopo le bombe su MsfTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Il “Re è nudo” dopo le bombe su Msf

Dopo che gli Usa hanno bombardato l’ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz, Afghanistan, il Pentagono ha subito parlato di “tragico incidente”. Peccato che proprio Msf con un comunicato ha negato che nell’ospedale ci fossero terroristi o talebani al momento del bombardamento, e quello di Kunduz sembra rispondere ai crismi Onu del “crimine di guerra”.  Dopo questa tragedia sarà sempre più difficile e meno credibile per i sostenitori della Nato accusare la Russia in Siria. 

Gli ingressi del compound erano chiusi tutta la notte e quindi nessuno, tranne membri del nostro staff, custodi o pazienti, era nella struttura durante il bombardamento“, ha dichiarato Medici senza frontiere tramite un comunicato all’indomani della terribile tragedia che ha provocato la morte di 19 persone (12 sanitari e 7 pazienti tra cui ben 3 bambini). Si tratta quindi di una clamorosa smentita rispetto a quanto dichiarato in un primo momento dal ministro della Difesa afghano e da fonti militare americane  le quali avevano sostenuto che alcuni talebani sarebbero entrati nell’ospedale per bersagliare i militari americani. Obama ha parlato di “tragico incidente” ma non basta e non può bastare in quanto quel che è successo a Kunduz rappresenta un orrore difficilmente spiegabile agli occhi dell’opinione pubblica, soprattutto se non si rinuncia ad avere un ruolo di giudice a livello mondiale (vedi la situazione in Siria).

L’ong Msf è stata costretta a dire addio a Kunduz, così non rimarrà più nessuno attivo nella regione. Obama ha cercato di prendere tempo rimandando a una fantomatica indagine, ma appare chiaro che abbia perso ormai ogni briciolo di credibilità agli occhi del mondo: “Il ministero della Difesa ha lanciato un’inchiesta completa e aspetteremo i risultati prima di dare un giudizio definitivo sulle circostanze di questa tragedia“. Come se in qualche modo l’indagine americana appurasse che si fosse trattato davvero di un incidente potesse in qualche modo diminuire l’orrore e lo sdegno per quanto successo. “Ho chiesto al dipartimento di tenermi al corrente delle indagini e mi aspetto un resoconto completo dei fatti e delle circostanze. Michelle e io preghiamo per tutti i civili colpiti da questo incidente, le loro famiglie e le persone care“, ha detto ancora Obama con parole che sanno di beffa. Non solo però, gli americani nonostante questo non vogliono andarsene, non ancora almeno: “continueremo a lavorare a stretto contatto con il presidente Ghani, il governo afgano e i nostri partner internazionali per sostenere le forze di difesa nazionale afgane che lavorano per garantire la sicurezza al loro Paese“.

Non a caso  l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ràad Al Hussein, ha definito “imperdonabile” e  “potenzialmente un crimine di guerra” quanto successo a Kunduz. Attualmente la Nato si trova ancora in Afghanistan con un contingente di circa 13000 uomini, di cui l’80% sono americani. Incredibilmente poi il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, non è andato oltre il dichiararsi “profondamente rattristato”, di conseguenza la Nato non ha riconosciuto la responsabilità americana nel bombardamento e ha parlato solamente di “possibili danni collaterali”. Insomma sembra quasi che qualcuno voglia minimizzare l’accaduto anche se fortunatamente sembra impossibile. L’Onu infatti ha ricevuto informazioni a profusione da Msf, come ad esempio un comunicato citato anche da “Repubblica.it” che cita le parole di Heman Nagarathnam, capo del programma di Msf per l’Afghanistan settentrionale: “I pazienti che non erano in grado di fuggire sono morti carbonizzati nei loro letti”. Inoltre il bombardamento sarebbe continuato per quarantacinque minuti ininterrotti senza che nessuno si rendesse conto di quello che stava succedendo. Non solo, l’ospedale Msf avrebbe avvertito le forze militari americani e afghane di essere stato colpito senza ricevere risposta e il direttore di Msf ha assicurato che l’ong aveva comunicato le coordinate Gps della sua struttura a tutte le part in conflitto.

Ora riflettete un attimo e rispondete sinceramente: Cosa sarebbe successo se a colpire l’ospedale Msf fosse stata la Russia? Come avrebbero aperto i quotidiani i giornalisti di casa nostra e dell’Occidente?

@Gb

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