Il referendum in Crimea è illegale?Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Il referendum in Crimea è illegale?

 

Dopo il referendum che ha sancito l’annessione della Crimea alla Russia, l’Occidente lo ha subito definito come “illegale”. Ma è davvero così? Ovviamente le cose sono leggermente differenti…

Il referendum della Crimea è “illegale”. Questo è il modo con cui l’Occidente ha accolto l’esito del referendum in Crimea dopo che a Kiev i tumulti di piazza hanno portato alla deposizione del presidente, legittimo, Yanukovich. Un vero e proprio putsch peraltro avvenuto con il placet dell’Occidente che ha finto di guardare dall’altra parte per non vedere la partecipazione ai tumulti di bande di neonazisti e nazionalisti. Inutile dire che definire “illegale” il referendum in Crimea rappresenta ovviamente una forzatura e una falsità, ancor più che in Kosovo, qualche anno prima, il referendum venne invece ovviamente riconosciuto. Effettivamente però una differenza esiste, in Kosovo il referendum non è stato fatto prima, ma solo dopo i bombardamenti della Nato. Sostenere quindi che il referendum in Crimea è illegale rappresenta una forzatura assolutamente parziale. Nessuno ricorda ad esempio che l’Onu, che è un organismo composto da cinque paesi con diritto di veto, ha formalizzato diverse risoluzioni Onu respinte e non applicate da Israele, ma mai nessuno ha anche solo osato proporre delle sanzioni contro Tel Aviv. Anche le sanzioni sono una trovata di un singolo Paese cui gli altri possono o meno accordarsi, ma non vi è alcuna legge che regoli l’elaborazione di sanzioni. Invece sfogliando un qualsiasi quotidiano in Occidente sembra quasi che si sia deciso che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia rappresentino i “buoni” contro il resto del mondo che, evidentemente, rappresenta i “cattivi” da fermare a tutti i costi, una visione manichea che rifugge completamente dalla realtà dal momento che tutti gli Stati cercano di tirare acqua al proprio mulino in politica estera. Così un referendum che vede il 96% dei consensi diventa “illegale”, non tanto perchè lo è, ma perchè lo deve essere in quanto realizzato dal nemico. E dire che il referendum rappresenta la massima espressione della volontà popolare e ha fotografato in Crimea quella che è la volontà della maggioranza della popolazione, ovvero unirsi a Mosca dopo quanto successo a Kiev. Quello che invece è illegale sotto ogni punto di vista è il modo con cui il presidente Yanukovich, ci teniamo a dire non esente da gravi colpe, è stato deposto dalla Rada ucraina. E al posto di parlare di questo, si parla invece del referendum e delle “mire espansionistiche” del Cremlino, tutto questo dimenticando che nel 1999 gli Stati Uniti hanno bombardato Belgrado e nel 2003 hanno invaso l’Iraq senza alcuna autorizzazione. Insomma ciò che è “illegale” o “legale” dipende dagli interessi in gioco, e gli Stati Uniti sono degli assoluti maestri nel confondere gli oppressori con gli oppressi pur di ottenere quello che vogliono.

Gracchus Babeuf

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