"Il ritorno dell' ideologia". Appunti per un comunismo del XXI secoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
“Il ritorno dell’ ideologia”. Appunti per un comunismo del XXI secolo

“Il ritorno dell’ ideologia”. Appunti per un comunismo del XXI secolo

Il capitalismo mostra per la prima volta in modo chiaro di essere incapace di costruire un mondo basato sul benessere e sulla giustizia sociale. Senza sistemi di idee e di valori alternativi però, sarà destinato ad autoregolarsi ancora a lungo. Tentare di discutere su come rinnovare la critica al capitalismo e aggiornare il comunismo ai nostri tempi potrebbe essere un punto di partenza…

L’ ideologia è il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale

Questa la definizione della parola “ideologia”, una parola che fino a qualche decennio fa era di uso comune e che oggi sembra relegata a indicare un’epoca storica ormai andata, lontana, passata.  Era l’epoca delle ideologie appunto, il Novecento, il secolo in cui l’umanità si è fatta sedurre e trascinare dalle ideologie, il secolo in cui la classe lavoratrice, ispirandosi a una ideologia comune (il comunismo marxista), ha ottenuto successi straordinari riuscendo a conseguire conquiste sociali e a ritagliarsi persino un ruolo all’interno della gestione dei mezzi di produzione. Tutto questo non avveniva per caso, avveniva perchè erano diversi i rapporti di forza in campo, e non poteva essere diversamente dal momento che esisteva una superpotenza che incarnava nel bene e nel male quella ideologia. Già nell’Ottocento l’umanità si era divisa lungo le linee di faglia delle “ideologie”, con l’aspro e mai risolto dibattito tra “giustizia” e “libertà. Nel Novecento si è assistito allo scontro delle ideologie per antonomasia, da un lato l’ideologia marxista di progresso sociale, dall’altro l’ideologia (lo è a tutti gli effetti) capitalistica. Alla fine sappiamo come è andata a finire, il socialismo reale è imploso ed è rimasta una sola ideologia in campo, quella capitalistica nella sua derivazione neoliberista, e senza più trovare ostacoli si è imposta a livello globale, compenetrando ogni aspetto del vivere umano, dalla cultura allo stile di vita, fino ai valori. L’ideologia dominante è diventata quella capitalista, e il suo capolavoro è stato fare ammettere al campo avverso che le “ideologie sono morte”. Il principio è lo stesso di sempre, il complesso di idee e valori in contraddizione con il sistema vigente viene negato, relegato al passato, e per farlo è stata persino invocata la “fine delle ideologie”, una fine e sottile ideologia anch’essa in quanto dichiarando fallita l’ideologia riconosciuta per antonomasia dalle masse, ovvero quella comunista, si porta avanti in realtà il complesso di valori e idee a essa opposta, una ideologia tout court che però non è più l’ideologia scientificamente elaborata da Marx per l’avanzamento delle masse oppresse (che oggi ahinoi esistono eccome), bensì l’ideologia di chi da questo sistema trae nutrimento e ricchezza. In questo senso recuperare il significato letterale di ideologia come complesso di idee e valori che orientano un determinato gruppo sociale potrebbe essere un interessante punto di inizio per cominciare a ricreare un blocco sociale e politico che porti avanti l’ambizioso progetto di porsi in competizione con il modello capitalistico. E’ chiaro che se i gruppi sociali che oggettivamente vengono esclusi dal disegno mondiale neoliberista vengono de facto neutralizzati negando loro il riconoscimento di classe in un sistema di valori che effettivamente rappresenti i loro interessi. Si tratta di un equivoco quando non di un vero e proprio inganno realizzatosi anche grazie al “tradimento dei chierici” avvenuto all’interno del campo di stampo socialista ormai vent’anni fa e cominciato assai prima. E’ del tutto ovvio che le forze contro cui si è combattuta una guerra di idee nel corso del XX secolo oggi abbiano tutto l’interesse a dichiarare “morto” il retaggio di Karl Marx, l’errore è stato non vedere che in molte critiche non c’era la buona fede e il sincero attaccamento ai diritti umani, ma una bieca logica di potenza volta a eliminare ogni rivale al predominio morale per il dominio mondiale.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top