Il ritorno della schiavitù | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Il ritorno della schiavitù

“Cerco un fattorino con patente B per lavoro di facile distribuzione volantini e lettere, il lavoro è di 6 ore al giorno e si svolge solo sulla città di Torino, si richiede buona conoscenza delle vie principali della città di Torino, e sopratutto velocità nella consegna della merce, pagamento mensile di 150 euro al mese ,contratto di 2 mesi iniziale poi possiamo allungarlo senza problemi,ovviamente portando lo stipendio anche a 200 euro al mese che in questo periodo di crisi sono abbastanza per voi giovani alle prime armi.” 

http://www.kijiji.it/annunci/offerta/torino-annunci-torino/fattorino-portalettere-anche-prima-esperienza/37782104

Navigando nel web ci siamo imbattuti in un’annuncio agghiacciante. Ci troviamo a Torino, nell’ ex opulento cuore industriale del Paese, dove di opulento, a dire il vero, è rimasto ben poco. Sono tanti all’ombra della Mole i ragazzi e le ragazze che cercano un impiego, di qualsiasi tipo, per riuscire a sbarcare il lunario; viceversa sono pochissime le opportunità e quando ci sono, come in questo caso, spesso hanno l’amaro sapore della beffa. Inizialmente abbiamo pensato che questo annuncio fosse uno scherzo, poi però verificando bene abbiamo visto che era un annuncio dannatamente reale. Ormai con la crisi è saltato ogni pudore, si sfrutta il disagio delle persone per costringerlo a lavorare in condizioni inaccettabili. Sei ore al giorno si chiedono nell’annuncio, a fronte di 150,00 euro di stipendio, una miseria vera e propria. Ma quello che fà arrabbiare non è tanto la miseria della somma proposta, quanto l’arroganza con cui questo presunto datore di lavoro si pone: “Contratto di 2 mesi iniziale poi possiamo allungarlo senza problemi,ovviamente portando lo stipendio anche a 200 euro al mese che in questo periodo di crisi sono abbastanza per voi giovani alle prime armi.” Insomma, secondo questo “benefattore” 200 euro al mese a un giovane sarebbero persino “abbastanza”, come se un giovane alle prime armi dovesse venire sfruttato per contratto. Tutto questo avviene alla luce del sole, con un sentimento ben radicato di impunità, e la cosa triste è che probabilmente la persona in questione troverà persino alcuni disperati disposti a farlo questo lavoro. Sei ore al giorno per 150,00 euro al mese, e devi pure dire “grazie”, dal momento che i giovani si possono anche far lavorare gratis. Insomma, non siate “choosy”.

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