Il ritorno di RenzusconiTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Il ritorno di Renzusconi

Matteo Renzi ha annunciato una vera e propria “rivoluzione” promettendo tagli alle tasse per 50 miliardi in 5 anni in cambio delle riforme. E’ tornata quindi la promessa dell’abolizione delle tasse sulla prima casa, una promessa che gli italiani hanno già sentito da Berlusconi. Eppure qualche tempo fa erano proprio i renziani a dichiararsi contrari all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, attaccando su questo il Cavaliere.

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Per una vita Silvio Berlusconi non ha fatto che promettere agli italiani tagli alle tasse. Non solo, ha lavorato pancia a terra anche per creare nella mente degli italiani il binomio “sinistra-tasse”, al punto che è quasi entrato nel subconscio dei cittadini. Il centrosinistra per un decennio lo ha accusato di prendere in giro gli italiani con annunci ad effetto che sarebbero però stati deleteri per il paese, e per centrosinistra intendiamo quelli che oggi si stringono con gli occhi lucidi intorno al loro leader, Matteo Renzi. Lo stesso Matteo Renzi che ha dimostrato di essere spietato con la “sinistra” e invece molto ma molto amichevole con il centrodestra, lo stesso Matteo Renzi del Nazareno, per intenderci, quello che ha preferito fare le riforme assieme a Verdini e Berlusconi. Oggi è Renzi a mettersi la maschera del Cavaliere, è stato lui a promettere agli italiani le stesse cose, ovvero un taglio di tasse da 50 miliardi, troppo persino per il Berlusconi vecchio stile. Così assieme a Renzi tutti i suoi scherani più fedeli si accalcano per raccontarci l’utilità della rimozione della tassa sulla prima casa, eppure due anni prima erano loro a sostenere che fosse sbagliato rimuoverla!

Una sorta di commedia dell’assurdo con gli italiani che evidentemente sono vittime di cattiva memoria. Oppure vogliono proprio farsi prendere in giro da politici che, a seconda dell’opportunità, occupano determinati posizioni di rendita. Così a Renzi prima conveniva essere contro i tagli delle tasse, oggi gli conviene essere a favore, anche se questi tagli promessi probabilmente non avverranno mai. Renzi ha promesso agli italiani 50 miliardi di tasse tagliate in cambio delle riforme, con tanto di rimozione dell’Imu sugli imbullonati e dell’Imu agricola. Non solo, nel 2017 il governo aggredirà Ires e Irap per poi nel 2018 concentrarsi sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni. Hanno tutti esultato dimenticandosi che due anni prima erano tutti lì ad attaccare chi faceva le stesse proposte. Non fu Berlusconi a togliere la tassa sulla prima casa nel 2008? Peccato che fu proprio Monti a reintrodurla poco dopo, e tutti se ne sono dimenticati. E guardate qua sotto cosa diceva Andrea Romano, oggi uno dei pasdaran di Renzi:

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Ma romano è in ottima compagnia, basti guardare qua sotto a quello che scriveva Debora Serracchiani per rendersi conto di come il governo Renzi navighi completamente a vista e non abbia proprio alcuna remora a comportarsi come Berlusconi per conquistare voti.

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In questo senso Pippo Civati presentando la sua “Possibile” a Firenze ha pensato bene, persino lui, di lanciare una frecciatina all’ex sindaco di Firenze che si mostra sempre più una versione aggiornata di Berlusconi: “Quella di Renzi non è più neppure un’evoluzione del berlusconismo, è Berlusconi”. E probabilmente ha semplicemente fotografato la realtà dato che secondo tutti i punti di vista quello del Pd si configura propriamente come un governo di centrodestra. Lo riconoscono persino dal campo di Berlusconi dove sono quasi in imbarazzo nel trovarsi in un partito, Forza Italia, che sulla carta dovrebbe essere dall’altra parte della barricata.

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