Il "socialista" Sanders fa paura alla Clinton?Tribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Il “socialista” Sanders fa paura alla Clinton?

Il 74enne senatore del Vermont che non ha paura di dichiararsi “socialista” sta sfidando tra i democratici Hillary Clinton da sinistra. Ci va poco, dirà qualcuno, ma nonostante questo Hillary Clinton sembra provare molto fastidio e timore, nonostante la vittoria di misura in Iowa con il 49,8% contro il 49,6%. Tra i repubblicani Trump deve segnare una prima battuta d’arresto.

Alla fine Hillary Clinton ha vinto nei caucus democratici in Iowa per il rotto della cuffia con il 49,9% contro il 49,6% di Bernie Sanders, lo sfidante di “sinistra” che con le sue invettive contro Wall Street e il suo appeal nei confronti dei giovanissimi (il 70% degli under 30 lo appoggia) sta mettendo in crisi le vecchie cariatidi del Partito Democratico. Anche perchè nè i repubblicani, ammesso che vinca Trump, nè i democratici della Clinton sembrano avere intenzione di cambiare la situazione che sta polarizzando sempre più la ricchezza nelle mani di pochi. Non a caso proprio Sanders ha detto chiaramente di essere completamente indipendente dai poteri forti di Washington, e per questo si sta proponendo come un outsider che potrebbe davvero avere il coraggio di fare cose che altri non potrebbero fare. Sanders a differenza della Clinton e di Trump propone di aumentare le tasse dei più ricchi e soprattutto di rappresentare gli ultimi e i giovani sempre più schiacciati dallo strapotere di una establishment finanziaria che comincia a divenire invisa anche negli Stati Uniti. E infatti tutti lo davano per sconfitto in anticipo a Sanders, e invece l’eclettico socialista democratico newyorkese è riuscito a ottenere un risultato straordinario, al punto che ha chiesto persino il riconteggio dato che ha perso appena di uno 0,3%. E Sanders, galvanizzato da questo successo insperato, ha incalzato ancora la Clinton dichiarando che quello dell’Iowa è stato solo l’inizio di una “rivoluzione”. Beninteso Sanders, proprio come Corbyn, in Italia non verrebbe certo etichettato come un pericoloso bolscevico semmai come un onesto socialdemocratico, anche se per gli Stati Uniti persino l’ascesa di un socialdemocratico onesto potrebbe avere la valenza di una vera rivoluzione. Sanders inoltre potrebbe diventare un riferimento per tutti quei settori americani che cominciano a mettere in discussione il modello di sviluppo delle multinazionali e dello strapotere dei ricchi, e questo ovviamente potrebbe portare a una ulteriore polarizzazione a destra. Ora bisognerà vedere cosa farà la Clinton, che ad esempio a differenza di Sanders è per natura interventista, e la sensazione è che ovviamente il mainstream cercherà di penalizzare Sanders al momento giusto. Dall’altra parte tra i repubblicani Trump è stato battuto a sorpresa da Ted Cruz, un campanello d’allarme per l’eccentrico milionario dal momento che molti che dichiarano di volerlo votare potrebbero poi tirarsi indietro all’ultimo secondo.

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