Il solito spettro del Patriot Act che non risolve il terrorismoTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Il solito spettro del Patriot Act che non risolve il terrorismo

Ogni volta che l’Occidente viene colpito da sanguinosi attentati si torna a parlare di “Patriot Act” e di possibili limitazioni della libertà individuale. Ma questo sembra piuttosto un pretesto dato che senza prendere le distanze da chi fomenta realmente il terrorismo limitare le libertà dei cittadini non servirà a nulla. 

Dopo il 2001 negli Stati Uniti si decise di limitare le libertà personali in nome del diritto alla sicurezza. A distanza di dieci anni però l’approccio americano al terrorismo islamico, non torneremo qui sulle responsabilità dirette che vanno fino alla guerra in Afghanistan dell’Urss con l’appoggio ai talebani, non ha certo risolto il problema dato che il jihadismo interazionale si è semmai aggravato. E se è vero come è vero che in Belgio forse le autorità sono state troppo permissive, basti pensare all’assurda legge che vieta le perquisizioni dopo le 23.00, il rischio che di fronte al rischio del terrorismo si invochi un Patriot Act europeo è molto forte. Sull’onda della paura infatti i governi potrebbero decidere di modificare le leggi sulla privacy in nome della lotta al terrorismo, e questo sarebbe anche comprensibile non fosse che quegli stessi governi continuano, de facto, a intrattenere rapporti amichevoli con quegli stessi paesi che, direttamente o indirettamente, appoggiano e fomentano il terrorismo. Controllare i cittadini quindi potrebbe persino non servire a nulla nel momento in cui scelte di politica estera sconsiderate continueranno ad alimentare il fenomeno, al contrario bisognerebbe rispondere alla minaccia investendo maggiori fondi nella sicurezza ma senza andare a ledere la libertà e la privacy dei semplici cittadini che sono già vittime quotidiane del rischio di attentati terroristici. Anzi, il Patriot Act servirebbe semmai ad aumentare un clima di nervosismo e timore all’interno del quale i cittadini  si sentirebbero privati anche di quel poco che resta del proprio spazio. Il timore è che si utilizzino le minacce esterne per conseguire obiettivi strategici in politica interna altrimenti non si spiegherebbe come mai per anni la cosiddetta coalizione internazionale anti-Isis ha sostanzialmente mancato nell’arginare il terrorismo sia in Medio Oriente che in Europa. In sostanza basterebbe che tutti i paesi decidessero di eliminare il problema per porvi effettivamente fine, e non affrontare il problema da questo punto di vista significa solamente volerci girare attorno. Se lo si volesse davvero lo Stato Islamico potrebbe essere militarmente sconfitto nel giro di poche settimane/mesi, e allora la fine del terrorismo a essere collegato diventerebbe se non altro un qualcosa di fattibile. Altrimenti la sensazione è che questo terrorismo riuscirà sempre a trarre nuova linfa per diffondersi e rafforzarsi.

Photo Credit https://commons.wikimedia.org/wiki/File:President_George_W._Bush_address_to_the_nation_and_joint_session_of_Congress_Sept._20.jpg

Tribuno del popolo

 

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