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domenica , 26 marzo 2017
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Il sonno della sinistra sulla “guerra”

A parte pochissime eccezioni la maggior parte dell’Occidente sembra essere distratto da altro e non prestare attenzione ai venti di guerra fortissimi che sembrano sospingere il mondo sull’orlo dell’abisso. Proprio come prima della Prima Guerra Mondiale in molti preferiscono fare finta di nulla piuttosto che mobilitarsi contro il militarismo. Il fatto che le piazze non si riempiano più contro la guerra come 15 anni fa è indice che le masse hanno ormai accettato questo stato di cose e sono disposte a mobilitarsi solo più per rivendicazioni a carattere individuale.

Piazze piene quando si tratta di manifestare per la propria comunità o per i diritti, sacrosanti, di una certa comunità, piazze vuote quando si tratta di mobilitarsi contro le guerre. Questa è purtroppo l’amara realtà delle società occidentali di oggi che sembrano ormai aver accettato passivamente l’impossibilità di sottrarsi alle guerre che vengono decise da altri e non certo per motivi umanitari. Anche con la Prima Guerra Mondiale tutte le le belle parole di pace e fratellanza tra i popoli morirono nell’arco di pochi mesi con i proletari europei che arrivarono a massacrarsi tra di loro nell’inferno delle trincee. Quando insomma arrivò il tempo di scegliere le masse europee dell’inizio del XX secolo scelsero di dividersi lungo le consuete linee nazionali combattendo una guerra di nazionalismi per l’egemonia continentale.

Oggi nel 2016, a cento anni dalla Prima Guerra Mondiale, non a caso si parla di nuovo pericolo di una guerra globale, e si tratta di un pericolo molto serio dato che si è creato un fronte caldo di destabilizzazione lungo migliaia di chilometri e che minaccia il mondo di piombare nella guerra totale da un momento all’altro. Esattamente come cento anni fa però nessuno si mobilita contro la guerra, e dire che quando gli Usa dichiaravano di voler invadere l’Iraq, poco più di 10 anni fa, erano milioni gli europei che sono scesi in piazza per manifestare contro Bush e le sue politiche belliciste. Oggi invece sembra che la gente aspetti passivamente l’inevitabile, come se avesse ormai interiorizzato di non doversi nemmeno più occupare di certe cose ma di limitarsi a lottare per le rivendicazioni personali e individuali. Così in migliaia si mobilitano per i diritti, sacrosanti, di questo o quel gruppo umano perdendo di vista però il quadro generale che ci parla di paesi che sono pronti a farsi la guerra per motivi meramente egemonici. Così il fatto che siamo nella Nato e che siamo alleati di paesi come Arabia Saudita e Turchia viene accettato come inevitabile, così come viene accettata per inevitabile una conflittualità continua contro la Russia.

Ma si rendono conto le masse che oggi se ne fregano della guerra che tale guerra si combatterebbe esattamente sulle nostre teste? Evidentemente no. E’ come se gli individui avendo ormai perso ogni strumento comunitario e ogni mezzo di rivendicazione sociale, ad esempio dei partiti coerentemente al servizio delle loro istanze, ripieghino nell’individualismo ritenendo ormai solo più importante difendere le proprie libertà personali. Peccato che sono proprio le libertà personali le prime a cadere in un mondo in conflitto e questa miopia sta permettendo agli “untori” della guerra di inquinare i pozzi senza trovare alcuna resistenza. I media poi fanno il resto propagandando notizie che servono esattamente a preparare la guerra, e nessun partito politico ha la minima intenzione di opporsi a tutto questo se non a parole. Infine come non parlare di una sinistra che è caduta nell’inganno e va a cercare soddisfazione e voti proprio nel campo delle rivendicazioni individuali  abbandonando completamente il campo della guerra al militarismo ? Una sinistra che sembra occuparsi più del “sesso degli angeli” o comunque delle libertà private delle persone piuttosto che del quadro generale e del modello di sviluppo che si vorrebbe portare avanti. Una sinistra insomma che si occupa solo più della cooptazione di gruppi sociali nel sistema economico vigente, magari ottenendo “accordi separati” che consentano di accettare quello che oggi trovano inaccettabile. Una sinistra che ha abdicato dal suo ruolo primario, ovvero quello di costruire un mondo diverso e più giusto.

Photo Credit

Tribuno del Popolo

 

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