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domenica , 23 luglio 2017
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Il testo integrale della richiesta dei sindacati ai Parlamentari.

Alla vigilia della ripresa del confronto al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza AST, i lavoratori e le Federazioni Sindacali Europee e Nazionali che li accompagnano, hanno deciso di portare le loro ragioni e consegnarle ai parlamentari europei.

Ragioni che non sono semplicemente riconducibili alla prospettiva del sito ternano ma che riconducono alle più generali prospettive delle produzioni di Acciaio in Italia ed in Europa.

I lavoratori di AST chiedono ai parlamentari europei di sostenere il NO ai licenziamenti e al contrario mettere in campo azioni alternative a partire dall’utilizzo dei contratti di solidarietà attraverso la riduzione degli orari di lavoro che rappresentano una via di uscita sostenibile da questa crisi.

Questo strumento rappresenterebbe inoltre una grande opportunità per i lavoratori e le lavoratrici di sottrarsi alla competizioni che colloca gli uni contro gli altri all’interno della stessa Unione Europea.

Inoltre chiedono ai parlamentari europei di impegnarsi sulle indicazioni e sugli obbiettivi che sinteticamente riportiamo:

1. Occorre vigilare che, come previsto dalla Commissione stessa al momento della riacquisizione da parte di ThyssenKrupp del sito ternano da Outokumpu, ThyssenKrupp collochi l’AST dentro una strategia di mercato e di competitività internazionale anche in considerazione degli standard di sostenibilità ambientali europei decisi dalla Commissione che l’AST stessa già possiede

2. Occorre che il piano industriale presentato il 17 luglio sia significativamente modificato e ridefinito nella sua natura e nei suoi obbiettivi produttivi, impiantistici ed occupazionali

3. Occorre che i parlamentari europei si impegnino a garantire l’integrità del sito ternano in tutte le sue articolazioni produttive (caldo e freddo ) a partire dall’obbiettivo di tornare nel triennio ad una produzione di almeno 1,2 milioni di tonnellate di fuso, confermando l’assetto impiantistico con i due forni elettrici

4. Occorre, che il piano europeo per l’acciaio si doti di strumentazioni immediatamente operative in particolare a partire dai costi dell’energia, evitando un differenziale competitivo così ampio tra i diversi paesi europei e le diverse produzioni energivore

5. Occorre che i parlamentari europei facciano pressioni presso l’azienda per il pagamento immediato dei salari di ottobre

6. Occorre infine che si solleciti un quadro di relazioni industriali in norma con le regole Europee

Bruxelles 04.11.2014

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI di Acciai Speciali Terni

FIM-FIOM-UILM-FISMIC-UGL

INDUSTRIAL EUROPE

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