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martedì , 17 ottobre 2017
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Il Vaticano appoggia Monti

L’Osservatore Romano elogia il Professore per il suo alto senso di responsabilità e per la perizia con cui ha tolto l’Italia da una situazione molto grave. Non è un caso però che queste manifestazioni di benevolenza arrivino alla vigilia delle elezioni a colui che, solo pochi mesi fa, ha fatto risparmiare al Vaticano 3,5 miliardi di euro (a danno, ricordiamo, dei contribuenti).

vaticcano

Fonte: Oltremedianews.it

“Il suo voler salire in politica è l’espressione più nobile del senso civico e della cura del bene comune, che è il vero compito della politica”, con queste chiare ed esaustive parole l’Osservatore Romano ha dato il suo placet ad un governo politico guidato da Mario Monti. Ma gli elogi del giornale della Santa Sede non terminano qui. “Il grande merito che tutti riconoscono al senatore a vita è quello di aver intrapreso una coraggiosa serie di riforme volte a salvare l’Italia. Ora però è tempo di andare fino in fondo al programma e porre nuove basi al di là delle barricate ideologiche del ‘900, cosa che nessun partito politico convenzionale si è mai assunto la responsabilità di fare”.

Che il Vaticano nutra forti interessi verso la vita secolare del Paese che lo circonda non è di certo una novità: senza voler tirare in ballo l’editto di Milano, Guelfi e Ghibellini, le crociate e Ferdinando d’Aragona, ci basta guardare al 15 maggio 1981, data di emissione dell’enciclica Rerum Novarum che ha sancito ufficialmente l’impegno cattolico nella politica italiana. Da allora le questioni istituzionali del Paese si sono fuse e confuse del tutto con quelle spirituali. Dal patto Gentiloni ai patti Laternanensi, dalle cooperative bianche allo Ior, la storia del ‘900 dell’Italia, come d’altronde quella che va dal medioevo fino ad oggi, risente di una fortissima influenza della Chiesa romana. La climax di ingerenze è esplosa probabilmente nel 2008, quando la rivista The Economist ha denunciato la “pesante ingerenza degli alti gradi ecclesiastici nelle vicende politiche italiane.

Il lettore si chiederà a questo punto cosa ci sia di “errato”, se di errore è lecito parlare”, nella presa di posizione politica di un centro ente, gruppo, comunità o simili. In linea teorica nulla, in pratica qualcosa su cui dibattere c’è sempre. Ricordiamo tutti infatti che il governo Monti nello scorso Ottobre, con un colpo di mano degno della migliore scuola conservatrice, abrogò di fatto l’IMU per molti enti ecclesiastici facendo rientrare tra le sedi di culto (quindi no profit e defiscalizzate) anche le cosiddette attività miste, in cui convivono il culto e gli interessi commerciali. Come se non bastasse il governo tecnico legiferò che tutti gli enti cattolici che svolgono “attività integrativa o complementare al servizio pubblico”, cioè scuole e ospedali, avrebbero dovuto pagare al fisco una tassa simbolica, che nella sostanza si è tradotto in un bel niente. Questo regalo è costato allo stato italiano 500 milioni di euro quest’anno più 3 miliardi di arretrati dal 2006, e la cosa più eclatante è stata la proposta della Commissione Europea di multare l’Italia per le sue politiche filo-vaticane che impediscono la libera concorrenza.

L’appoggio della Chiesa a Monti, quindi, sembra essere molto più che un semplice attestato di stima e di convergenza di interessi celesti. Parlava forse a ragione Nietszche, quando nel 1888 scriveva ”dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane”?

  Fabrizio Leone
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