Il Vizio dell’Occidente. CIE luoghi di detenzione disumana e illegaleTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Il Vizio dell’Occidente. CIE luoghi di detenzione disumana e illegale

Le condizioni disumane dei Centri di Identificazione e Espulsione oggetto del dibattito organizzato da Medicina in mobilitazione, per dare risalto ad un’emergenza umanitaria enorme: l’immigrazione ed il suo controllo. Al dibattito hanno partecipato l’associazione MEDU, Medici per i Diritti Umani, Esc Infomigrante e la scuola di Italiano del laboratorio Puzzle. 

Fonte: Oltremedianews

Siamo studenti e studentesse di Medicina, da sempre sensibili alle questioni dell’autodeterminazione dei popoli e della libertà dei corpi e delle menti: riteniamo fondamentale affermare che non esistono confini, che non esistono discriminazioni e che l’umanità intera abita lo stesso pianeta”.

Così viene introdotto il dibattito su CIE e immigrazione, tenutosi il 20 Marzo, al culmine della tre giorni di incontri e socialità Knowledge is power-Arm yourself. Organizzata da Medicina in mobilitazione, l’assemblea degli studenti di Medicina della Sapienza. Alla discussione hanno partecipato l’associazione MEDU, Medici per i Diritti Umani, Esc Infomigrante e la scuola di Italiano del laboratorio Puzzle. MEDU, che negli ultimi anni ha svolto molto lavoro all’interno dei centri, ha pubblicato, nel 2013, un’indagine approfondita sui Centri di Immigrazione ed Espulsione italiani chiamata Arcipelago CIE. Mariarita(MEDU) ha illustrato la drammatica situazione dei CIE e dei loro ospiti.

Dal punto di vista sanitario, come da capitolato d’appalto del ministero dell’interno, l’assistenza prestata all’interna dei centri è di primo soccorso. E’ infatti l’ente gerente ad assumere un medico privato, unico deputato alle cure dei trattenuti. Il personale ASL in molti casi non ha nemmeno accesso alle strutture. All’interno non c’è nessuno specialista in Psichiatria o Ginecologia. Ovviamente non esiste nemmeno un regolamento per l’invio dei pazienti a visite specialistiche esterne. Così i migranti, senza che abbiano commesso alcun reato, sono incatenati in questo limbo senza diritti e assistenza. L’unica attività concessa è la semplice esistenza all’interno di una fatiscente gabbia. Non è permesso avere giornali, libri, penne, fogli o alcunché. E’ difficile immaginare una pena peggiore. Dal punto di vista giuridico questi centri presentano più anomalie che altro.Istituiti come misura eccezionale ed emergenziale dalla legge Turco-Napolitano(1998) per controllare gli ingenti flussi migratori dall’Albania. Nati come CPTA (Centri di Permanenza Temporanea e Accoglienza) per trasformarsi poi inCIE(Centri di Identificazione ed espulsione) nel 2008.

A questi mostri è stata dedicata una produzione normativa straordinaria, che è proseguita poi fino ad oggi, con l’unico risultato, come spesso accade, di creare una stravolgente confusione. E di aumentare i termini del trattenimento da 30 giorni, originariamente previsti, fino a 18 mesi. Ora a decidere della libertà di questi migranti,  inviolabile secondo Costituzione, è un giudice di pace, dunque non un magistrato togato, e questo di per se è un abuso sufficiente allo scandalo. Immaginiamo un processo in cui l’imputato non ha commesso alcun reato, e viene privato della sua libertà e recluso da un giudice che per legge non può applicare pene detentive. Chissenefrega di millenni di diritto!

Un dato su tutti sottolinea l’inefficienza di queste strutture, solo l’1% dei trattenuti viene realmente espulso, l’altro 99% gira e lavora in nero nel nostro Paese. C’è da chiedersi chi ne trae il reale giovamento da questa situazione. E non è difficile immaginarlo. Chiudere i CIE non è la soluzione all’enorme emergenza migratoria, causata in buona parte dai paesi occidentali. E’ solamente un primo passo verso lo smantellamento delle devastanti politiche dell’Unione Europea.

Nessun essere umano può essere rinchiuso, trattenuto e privato dei suoi diritti con l’unica accusa di cercare una vita alternativa. Un vizio irrinunciabile per l’Occidente, voler essere egemoni e controllori degli altri. A scapito di qualsiasi umanità.

Per approfondimenti sintesi di Arcipelago CIE di MEDU-Medici per i Diritti Umani

 Giulio Mario Morucci

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