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sabato , 27 maggio 2017
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Il voto utile, quello per la Costituzione e la Rivoluzione Civile

Manca sempre meno al 24 febbraio e il centrosinistra ha già cominciato il fuoco incrociato contro la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Da Lucia Annunziata  agli appelli al “voto utile” si cerca di soffocare ciò che si trova a sinistra del Pd.

ingroia

Il vero pericolo è Silvio Berlusconi“, con questa frase, ripetuta come un mantra, i leader del PD cercano di esorcizzare e disinnescare il grande movimento che si sta organizzando dietro il fermento della Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Il messaggio che si cerca di far passare è quello della non dispersione del voto, a ben guardare lo stesso schema invocato da Walter Veltroni, uno dei carnefici della sinistra, uno dei responsabili del primo tentativo di rendere la politica italiana simile a quella americana, una sorta di bipolarismo senz’anima dove i temi della sinistra vengono esclusi dalla discussione politica, probabilmente in eterno. Ora, il Pd ambisce a vincere e a diventare partito perno del futuro governo di centrosinistra, e lo vuole fare a qualsiasi costo, anche a prezzo di rinnegare quanto (ben poco) rimaneva di  sinistra all’interno del partito. Per “sistemare” i sinistri, Il Pd ha pensato bene di caricare Nichi Vendola, sapendo peraltro perfettamente che il programma del governatore pugliese è lo stesso programma della sinistra cosiddetta radicale, che poi di radicale ha ben poco rispetto agli estremisti programmi di riforme portati avanti da Monti e appoggiati da significativi pezzi di Pd. Vendola è la faccia che è stata scelta per la cosiddetta sinistra, peccato che proprio Vendola ieri ha aperto al professore Mario Monti, concretizzando esattamente quello che, probabilmente, sarà lo scenario del futuro governo. Un governo basato sui voti di sinistra ma che si accorda con estremisti che si fanno letteralmente beffe degli ideali e delle istanze della sinistra. In questo scenario desolante l’unico fattore positivo è la Rivoluzione Civile di Ingroia, un movimento imperniato sui partiti che, coerentemente, si sono sempre opposti al centrodestra, vedi Pdci, Prc, Idv e Verdi, e che hanno deciso di innervare forze della società civile per lanciare un messaggio chiaro alla cittadinanza, un messaggio di rinnovamento e di novità in uno scenario desolante di trasformismo e moderatismo a parole.

Se Silvio Berlusconi fosse realmente un pericolo, verrebbe da dire, allora Pier Luigi Bersani avrebbe dovuto accettare l’invito di Ingroia a discutere intorno a un tavolo. Il Pd invece non ha mai risposto alle richieste di dialogo della Rivoluzione Civile, mostrando un’arroganza e una miopia senza pari. Oppure il Pd ha fatto i suoi calcoli, sa molto bene che dopo le elezioni si accorderà sottobanco con Monti (e quindi con Fini e Casini), e che quindi avere dei comunisti rompipalle in Parlamento sarebbe potuto essere un problema.  Meglio mandarli al diavolo, avranno pensato, e tenere invece il mite Nichi, blandendolo con qualche ministero e qualche discussione sui diritti civili. E il Lavoro? Di quello non bisogna parlare, di quello se ne occupa la Bce, e la “sinistra” è bene ucciderla per sempre su questi temi (vedi articolo 18). Per questo la scelta della Rivoluzione Civile è la scelta del coraggio, ed è la vera e autentica novità nel panorama politico italiano negli ultimi dieci anni. Un vero e proprio processo di costruzione di una nuova sinistra, una sinistra che non si vergogna di essere quello che è, che non si vergogna di avere Gramsci, Di Vittorio, Berlinguer nel proprio pantheon, a differenza di quello del centrosinistra che, da Papa Giovanni fino al Cardinal Martini, sembra piuttosto il pantheon dell’ala centrista della Dc negli anni Settanta. No, la sinistra è un’ altra cosa, la sinistra è Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani accusato da tutti di volere “solo la poltrona”,  e che nel 2008 rinunciava a un posto sicuro in Parlamento a favore di un operaio della Thyssen, e che nel 2013, pochi giorni fa, formalizzava la sua candidatura al Senato in Emilia, rinunciando de facto alla candidatura blindata alla Camera. Se Rivoluzione Civile non farà l’8% in Emilia insomma, Diliberto non andrà al Senato. In quanti hanno fatto un gesto simile?  Non sono tutti uguali. Per questo il voto utile di chi si ritiene di sinistra è solo uno: quello per la Rivoluzione Civile.

Inoltre, e questo non lo ricorda nessuno, bisognerebbe smetterla di identificare con “sinistra radicale” i partiti alla sinistra del Pd. Esiste, in Italia, un testo chiamato Costituzione. Se qualcuno avesse il coraggio di confrontare i programmi delle varie coalizioni con la Costituzione, emergerebbe che è quello di Rivoluzione Civile il programma maggiormente in consonanza con il testo scritto dai nostri nonni. Dettagli? Pensateci bene…Sono davvero tutti uguali?

d.c.

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