Illegale è la legge. La Fini-Giovanardi tra Corte Costituzionale e piazzaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Illegale è la legge. La Fini-Giovanardi tra Corte Costituzionale e piazza

Illegale è la legge. La Fini-Giovanardi tra Corte Costituzionale e piazza

L’8 Febbraio a piazza Bocca della verità, a Roma, punto di ritrovo per la manifestazione antiproibizionista. Dopo pochi giorni la Corte si pronuncerà sulla richiesta di illegittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Cassazione penale. Analizziamo alcuni risvolti problematici della questione.

Fonte: Oltremedianews

L’11 Febbraio la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legge Fini-Giovanardi. L’attenzione dei giudici si focalizzerà in particolare sulla legittimità della norma che ha equiparato le droghe pesanti a quelle leggere, aumentando le pene per spaccio di cannabinoidi. A sollevare la questione è stata la terza sezione penale della Corte di Cassazione. Mentre alla Camera viene respinto nuovamente l’emendamento sulla depenalizzazione della cannabis, all’interno del più ampio D.L. Carceri, a Roma l’8 Febbraio si scenderà in piazza per manifestare in favore della liberalizzazione e legalizzazione della marijuana.

Il quadro è complesso. La discussa legge, nata con un abuso giuridico, ha avuto diverse ripercussioni, perlopiù negative, sia dal punto di vista giuridico che sociale.

Innanzitutto la Consulta dovrà verificare se la norma sull’equiparazione di droghe pesanti o leggere abbia violato o menol’articolo 77 della Costituzione che riguarda la decretazione d’urgenza. Infatti la Fini-Giovanardi fu introdotta, alla fine del 2005, in un comma del maxi-decreto legge sulle Olimpiadi di Torino 2006. La corte d’appello di Roma si era pronunciata in merito definendo l’operato del Governo Berlusconi  “prevaricatorio rispetto ai proprio poteri di delega. Legiferando su una materia totalmente disomogenea rispetto al restante parte del testo”. In particolare verrà vagliata la questione di illegittimità della norma che parifica ai fini sanzionatori droghe pesanti e leggere, che ha elevato le pene per chi spaccia e detiene cannabis con la reclusione da 6 a 20 anni ed una multa tra i 26 mila e 260 mila euro. La Cassazione, in via subordinata, chiede inoltre che, “qualora le nuove norme siano ritenute non del tutto estranee al contenuto e alla finalità della decretazione d’urgenza”, venga valutato il profilo della “evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessità ed urgenza” relativo ai decreti legge. “Appare non manifestamente infondato – avevano osservato i giudici di piazza Cavour – ritenere che l’introduzione delle nuove norme abbia travalicato i limiti della potestà emendativa del Parlamento tracciati dalle pronunce della Corte Costituzionale”.

Le conseguenze dal punto di vista sociale e carcerario sono disastrose. Semmai si fosse ravveduto un intento rieducativo è totalmente fallito.  120.000 arresti in 7 anni, 28.000 detenuti, e decine di migliaia di cittadini colpiti da sanzioni amministrative sproporzionate per il solo possesso di sostanze.

I risvolti della questione sono molti, ed ognuno meriterebbe un’analisi approfondita ma ci si chiede di fondo come si possa ancora punire in modo così severo un reato che non porta in se alcun tipo di offesa?

Alzando il naso vediamo intorno a noi diverse esperienze legislative-Uruguay, Colorado, Olanda, Spagna- che abbandonano il proibizionismo per progredire verso nuove forme di liberalizzazione o legalizzazione.

Rimanere ancorati ad un sistema fermamente proibizionista è una scelta retrograda. Tutti i governi che si sono susseguiti in questi anni hanno sempre rifiutato di affrontare il problema. Le richieste di una legislazione più tollerante e moderna però arrivano da più fronti; buona parte della cittadinanza e dell’opinione pubblica, diverse sentenze che si sono dimostrate contrarie agli abusi della Fini-Giovanardi, inoltre è la stessa Unione Europea, a cui pare si debba dare ascolto solo quando risulta vantaggioso, a chiederci di rivedere le tabelle di classificazione delle droghe, sia per contenere l’emergenza carceri(per cui da Maggio 2014 saremo sanzionati) sia per indirizzare gli sforzi verso la lotta ai grandi traffici e depenalizzare invece il consumo e l’auto-coltivazione.

La Fini-Giovanardi è una legge concettualmente sbagliata, che mira a punire indiscriminatamente tutto ciò che rientra nell’ambito delle sostanze stupefacenti, non menzionando neanche la minima differenza tra sostanze chimiche “pesanti” e i derivati della Canapa, che hanno in alcuni casi anche effetti terapeutici.

In questi giorni si stanno svolgendo diverse iniziative a Roma per arrivare alla manifestazione dell’8 Febbraio. Il 6 Febbraio alla Sapienza la giornata antiproibizionista, con dibattiti in serata al c.s.o.a. Astra. Sabato l’appuntamento è a piazza Bocca della verità alle 12, mentre alle 14 partirà il corteo. In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale,  Il motto è uno “Giusto o sbagliato, non può essere reato”.

Giulio Mario Morucci

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