Ilva: cause e conseguenze. Lorenzo è morto.Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Ilva: cause e conseguenze. Lorenzo è morto.

A dare l’annuncio è stato il padre Mauro: “Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto… ha voluto diventare un angioletto…”. “Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore diLorenzo e i fumi dell’Ilva, ma…”

Fonte: Oltremedianews

Lorenzo Zaratta, cinque anni con un tumore al cervello diagnosticato all’età di tre mesi, è morto il 30 luglio. “E’ diventato un angelo.” Il bambino era stato più volte sottoposto alle chemioterapie, ha dovuto subire 25 operazioni ed un trasferimento forzato a Firenze, in uno dei migliori reparti di neurochirurgia. Tentativi tutti disperati, che purtroppo non sono comunque riusciti a salvarlo.

A dare il triste annuncio è stato il padre, Mauro Zaratta, che il 17 agosto del 2012 partecipò a una manifestazione contro l’inquinamento nel capoluogo ionico. In quell’occasione salì sul palco e raccontò il dramma che stava vivendo: «Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell’Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all’Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio». «Lorenzo ha un tumore al cervello dalla nascita e ha perso la vista. Io spero che continui a vivere e sono qui perché condivido la protesta della gente. Voglio però anche dire che i bambini della città devono poter vivere serenamente e in salute: bisogna fermare questo massacro».

Supposizioni, ovvio. Sono solo supposizioni quelle del padre. Ma la perizia epidemiologica a seguito dei vari processi in merito alla questione Ilva si conclude con un’affermazione che sintetizza quella che, secondo le metodologie di rilevazione adottate, è la situazione dell’area ionica: “L’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte“.

Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, invita così a proseguire la battaglia per la difesa dell’ambiente ringraziando la tenacia della famiglia di Lorenzo: «Il coraggio di Mauro e Lorenzo – e il dolore di tutta la famiglia – sono stati un esempio per tutti noi. Hanno ambedue continuato a lottare contro il cancro fino all’ultimo. Sono stati una risposta dignitosa e forte all’indifferenza di quanti si voltano ancora dall’altra parte per convenienza, ignoranza o peggio ancora, ignavia». Anche il presidente degli industriali, Vincenzo Cesareo, ha espresso la sua opinione in merito: «Siamo al capolinea. È sparito dall’orizzonte il nostro futuro». Confindustria Taranto ha inoltre organizzato una manifestazione per dire no alla desertificazione industriale, che avrà luogo per le vie della città per poi concludersi con un sit-in davanti alla prefettura.

Cosa differenzia dunque un omicidio da un caso come quello di Lorenzo? Forse proprio il fatto che quello di Lorenzo è solo un caso tra i tanti possibili.

 Federica Bani

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