Ilva. Rigettata la richiesta di dissequestroTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Ilva. Rigettata la richiesta di dissequestro

Il Gip di Taranto ha rigettato la richiesta di dissequestro presentata da Bondi. “Le attività condotte dalla Societa Ilva spa risultano inoltre in notevole ritardo rispetto ai tempi prescritti dal Provvedimento di Riesame Aia 2012”. Nel frattempo a Taranto si continua a morire. Leggi la sentenza.

Fonte: Oltremedianews

Controversie legali e non, ma a rimetterci sono sempre i cittadini di Taranto. Non si vede il buco alla fine del tunnel. Un tunnel che ha portato e sta portando i cittadini a morire. I dati parlano chiaro: 90 morti all’anno tra la popolazione. A dirlo sono Annibale Biggeri, Maria Triassi e Francesco Forastiere, nella perizia epidemiologica per comprendere lo stato di salute dei tarantini in relazione agli inquinanti emessi dallo stabilimento siderurgico.Il Gip di Taranto Patrizia Todisco ha rigettato con un’ordinanza la richiesta di dissequestro avanzata dal commissario dell’Ilva Enrico Bondi, per lo svincolo delle somme sequestrate lo scorso maggio (quantificabili in € 233.193,79).

Secondo il giudice “allo stato non risulta ancora intervenuta l’approvazione del piano industriale” e sono ancora rilevanti le “accertate violazioni delle prescrizioni in materia di tutela ambientale e sanitaria“.

“Le attività condotte dalla Societa Ilva spa – prosegue il gip - risultano inoltre in notevole ritardo rispetto ai tempi prescritti dal Provvedimento di Riesame Aia 2012”.

Nell’ordinanza di 40 pagine si fa riferimento anche alla pronuncia della Corte Costituzionale del 9 aprile scorso: “le accertate, persistenti violazioni delle prescrizioni poste a tutela dell’ambiente e della salute, giuridicamente rilevanti, non sembrano segnare una profonda discontinuità dalle linee di condotta strategicamente seguite precedentemente dalla proprietà e dai dirigenti dell’Ilva, orientate all’ottenimento della concessione di proroghe e dilazioni per la realizzazione degli interventi più costosi ma anche più necessari e urgenti, e alla prospettazione e realizzazione di piccoli interventi di maquillage, inidonei e insufficienti rispetto all’obiettivo imposto dalle prescrizioni a tutela dell’ambiente. E’ il caso per esempio – osserva il giudice – della realizzazione della barriera frangivento in area parchi, il cui costo è decisamente irrisorio rispetto a quello della copertura dell’area prescritta in sede di riesame dell’Aia e da sempre fortemente osteggiata dalla proprietà e dai dirigenti Ilva come le intercettazioni hanno confermato”.

Pertanto – si conclude nell’ordinanza – tenuto conto del fatto che non è ancora intervenuta la approvazione del piano industriale e preso atto delle accertate violazioni delle prescrizioni in materia di tutela dell’ambiente e della salute, deve rigettarsi la richiesta di svincolo delle somme avanzata dalla società ILVA in persona del commissario straordinario dott. Enrico Bondi.

  Nicola Gesualdo

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