Ilva. Vendola: "un verdetto che vale un'epoca" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Ilva. Vendola: “un verdetto che vale un’epoca”

Il segretario di Sinistra e Libertà e governatore della Puglia, Niki Vendola, ha voluto commentare l’ordinanza che ha confermato il sequestro dell’area a caldo del siderurgico dell’Ilva di Taranto.

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Non possiamo maledire la storia! Nè possiamo dimenticare che si muore di tumore. Ma non possiamo dimenticare neanche il senso del progresso”, questo il commento di Vendola dopo la decisione dei giudici del Riesame di Taranto. Il presidente della Regione Puglia ha voluto commentare in questo modo il sequestro dell’area dell’ Ilva di Taranto, un passaggio che secondo lui “vale un secolo”. “La storia va letta fino in fondo, nelle pieghe, negli anfratti. Perché i giudici tarantini, con il loro pronunciamento, hanno introdotto un principio innanzitutto culturale ,hanno reso reciproche ecologia ed economia. Si conferma il carattere storico di un lavoro della magistratura che ha inteso fotografare l’insopportabilità della lesione del diritto alla salute, del diritto alla vita, del diritto ad un ambiente salubre”. Vendola ha anche voluto sottolineare che con questa decisione è stata sconfitta “l’idea di chi ritiene il profitto e la crescita economica più importanti della difesa della nuda e viva vita. Oggi c’è un elemento maggiore di serenità ma contemporaneamente anche un elemento maggiore di responsabilità. È una sfida importante per Ilva, ha un valore tarantino, pugliese e nazionale. Certo da questo momento in poi, si potrà lavorare forse con più tranquillità nel cuore di decine di migliaia di lavoratori, ma per noi sicuramente con ancora più serietà. Nessuno può pensare che siamo di fronte ad un giochino di società. Siamo dentro un passaggio storico e dobbiamo essere in grado di interpretare al meglio il nostro ruolo”. Vendola ha poi ricordato quando nel 2005 aveva incontrato Emilio Riva: “Non lo avevo mai visto prima. Incontrare Riva era come incontrare Agnelli, praticamente impossibile. Per me Riva era il vero “padrone”. Gli chiesi: lei è credente? Quasi sussultò. Allora gli dissi che da quel momento, ogni volta che avremmo parlato dell’Ilva avremmo parlato della sacralità della vita. Degli incidenti in fabbrica, degli ammalati di tumore“. Infine il governatore pugliese ha parlato anche di futuro e passato insieme: “Il nostro azzardo in questi anni è stato scoperchiare il sarcofago“; e il sarcofago è stato scoperchiato dal momento che sono finalmente uscite poi le brutte storie  sulla diossina e sul benzoapirene.”Il provvedimento del Riesame prevede il sequestro come il percorso dell’ambientalizzazione. Pone cioè delle prescrizioni. Chiede ai custodi di far vivere l’impianto e di farlo vivere mentre modifica la sua natura, mentre si espone al cambiamento, mentre cioè si introducono le migliori tecnologie per ambientalizzare al meglio l’Ilva“, ha poi spiegato il leader di Sel, un’estimatore della bellezza della città pugliese di Taranto “Ibrido straordinario, da una parte questo paesaggio industriale pesantissimo, con i fumi e le lingue di fuoco, dall’altro la città e la città vecchia, in modo particolare, che è di una bellezza struggente“.

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  1. Inevitabile politichese! Suppongo che non potesse dire di più. In pratica fa quello che fanno gli altri attori del dramma: aspetta che qualcuno, qualcun altro, trovi il coraggio di decidere qualcosa. Italico attendismo.

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