Immigrazione, le mistificazioni di Grillo e SalviniTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Immigrazione, le mistificazioni di Grillo e Salvini

Il tema dell’emigrazione tira e molto di questi tempi e Beppe Grillo poteva perdere l’occasione per lanciare uno dei suoi affondi? Il leader del Movimento 5 Stelle nel suo Blog ha evocato gli spettri dell’Isis e dell’Ebola accodandosi all’eco della Lega e delle ben note posizioni di Salvini sul tema. 

Fonte: Oltremedianews

Quanto ci guadagnano i politici italiani con l’immigrazione? La domanda è volutamente provocatoria, perché è ovvio che nessuno può trarre vantaggi diretti da un fenomeno così diffuso e complesso come questo. Tuttavia essa sorge spontanea visto il modo con cui negli ultimi giorni si è tornato a parlare di immigrati, con la manifestazione della Lega a Milano a fare da contorno ad una campagna disinformativa in piedi ormai da anni. Ognuno può legittimamente avere l’idea che ritiene opportuna e corretta sul tema dell’emigrazione, s’intende. Il problema è però quando si affronta un tema che “tira” per scopi meramente elettorali, senza minimamente affrontare la questione col piglio scientifico del buon amministratore, cercando invece di sfruttare gli umori della pancia degli italiani.

Un modo di fare vecchio, almeno tanto quanto le ricette di Renzi in tema di lavoro, e che contraddice in fondo il minimo comune denominatore rappresentato dalla retorica del ”nuovismo” portata avanti da M5S e democratici renziani. Sì perché anche questa volta, come già accaduto per l’alluvione di Genova, per le agitazioni nelle fabbriche e per tanti altri episodi di tensione sociale che stanno scuotendo il paese, Beppe Grillo è tornato su un tema caro a molti italiani, quello dell’immigrazione clandestina, entrando a gamba tesa e provando a soffiare sul fuoco di un disagio già presente senza approfondirne le ragioni né tantomeno fornirvi spunti di riflessione illuminanti e davvero risolutivi.

Così, forse perché da qualche tempo il trucco non riesce più così tanto bene al comico genovese, il leader pentastellato ha pensato bene di riprendere il tema dell’immigrazione giocando la classica carta della “guerra tra poveri”, ovvero quel fastidioso modo di pensare per cui si cerca un gruppo che non si può difendere per addossare su di loro ogni frustrazione e colpa di una situazione che però è ben più complessa. Senza migranti in Italia staremmo bene? Difficile a dirsi dal momento che la crisi economica che ha investito il mondo ha provocato milioni di disoccupati e il collasso di diverse economie. Il cinismo invece paga a livello elettorale, tanto più in un paese laddove i media non perdono giorno per seguire vette di audience martellando a spron battuto contro gli extracomunitari, senza mai fornire approfondimenti degni di nota, inchieste sullo sfruttamento della tratta degli esseri umani, sul fallimento delle politiche integrative, e sul disastro delle politiche dei respingimenti. Nessuno ha la bacchetta magica e tantomeno nessuno vuole sancire il ”porte aperte agli immigrati”, tanto più in un contesto di crisi economica e di tensione sociale. Il punto è però guardare ai fenomeni da una corretta prospettiva senza semplificazioni di sorta, ree di alimentare altrimenti razzismo e risentimento reciproco tra italiani e stranieri.

E invece Grillo sa interpretare benissimo gli umori della gente, sa parlare alla “pancia” e ha deciso di uscire a gamba tesa sul tema dell’immigrazione scrivendo un articolo in questo senso sul suo blog che più che proporre partecipazione informata cavalca l’onda del disimpegno. La posizione dell’ex comico è netta: “chi entra in Italia con i barconi deve essere identificato, i profughi vanno accolti, gli altri, i `clandestini´ rispediti da dove venivano“, e poi ancora: “In questi mesi qualcosa è cambiato sul tema immigrazione: Isis sta producendo flussi migratori insostenibili, negli ultimi mesi sono arrivati in 100.000, e in futuro con l’espandersi della guerra, la situazione peggiorerà; ebola sta penetrando in Europa, è solo questione di tempo perché in Italia ci siano i primi casi; nel frattempo i partiti si stanno baloccando tra razzismo e buonismo un tanto al chilo, ma sempre sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, il tutto per un pugno di voti“.

Insomma ecco evocare gli spettri del terrorismo e dell’epidemia di massa, due temi che hanno presa facile sull’umore di tutti gli italiani. La paura è una molla notevole e Grillo evoca gli spettri per ottenere consenso, tanto gli immigrati non possono votare…”È tempo di affrontare l’emigrazione come un problema da risolvere e non come un tabù. Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano. Chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la sua salute e quelle degli italiani che dovessero venirne a contatto“.

I punti di riflessione a dire il vero sono più d’uno e basterebbero da soli a demistificare la retorica grillina. Dal punto di vista dei contenuti Grillo non dice niente di nuovo che già non si faccia o non si dica da anni coi risultati che tutti vediamo: esistono già norme – per di più tristemente applicate – in tema di immigrazione che differenziano la posizione del clandestino da quella del profugo di guerra; oltretutto sono documentate le visite mediche cui ogni immigrato viene sottoposto al momento del soccorso. Quanto all’uso di toni allarmistici, se il comico non è nuovo a certi sproloqui, appare oltretutto vergognoso e privo di ogni fondamento l’uso dello spauracchio dell’ebola per enfatizzare una situazione emergenziale e trasformarla in un volano politico elettorale. Una pratica che Beppe Grillo evidentemente condivide conMatteo Salvini la cui trattazione sul fenomeno dell’immigrazione di massa che sta sconvolgendo il nostro tempo può toccare di tanto in tanto vette di approssimazione e sconsideratezza degne del suo predecessore.

Per rispondere a certe argomentazioni, oltre all’indignazione del comune cittadino, basterebbero le parole di Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana, rese ad Huffington Post e che è utile qui riproporre nell’estrema sintesi trovata da un medico che verso l’ebola nutre una particolare paura. ”Anche io ho paura dell’ebola perché dietro al tema ebola, ancora una volta, si nasconde quell’ignoranza e quella paura del diverso, perché ieri come oggi è più facile trovare un nemico e semplicemente respingere il problema”. Parole profetiche, almeno tanto quelle di Gino Strada che in proposito ha avvertito tutti quelli che guardano ai barconi col timore dell’ignoranza: ”Ebola arriverà in occidente in business class”. Che facciamo, blocchiamo gli aeroporti?

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/pasere/8091558703/”>pasere</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>
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