Importare il "terzo mondo" nel primoTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Importare il “terzo mondo” nel primo

Importare il “terzo mondo” nel primo

Dietro ogni migrante che parte resta una famiglia mutilata.Le migrazioni in corso stanno riproducendo, su scala planetaria, l’antico dramma umano e sociale prodottosi nei Paesi del sud Europa e del Mediterraneo, a partire dalla metà dell’800.

Con il migrante, generalmente giovane e formato, si trasferisce una ri­sorsa importante che impoverisce il Paese d’origine e arricchisce, in­debitamente, quello di destinazione.

Il dato è già evidente, ma nessuno vuol vedere, valutare gli enormi co­sti sociali e politici che stanno pagando (pagheranno) le società d’origine. Nemmeno la “sinistra”, le “organizzazioni umanitarie” che, forse senza rendersene conto, fanno il gioco del grande capitale multinazionale il quale per massimizzare i profitti e, al contempo, vanificare le conquiste contrattuali dei lavoratori del Nord sta svenando le società del Sud, bru­ciando il futuro d’interi continenti, ingenerando nuovi squilibri sociali all’interno delle società di acco-glienza.

Invece di favorire il trasferimento di tecnologie e saperi dal primo al “terzo mondo” (il “secondo” è indefinibile), stanno trasferendo il “terzo mondo” nel primo.

Per questo disegno perverso, anche le elites dominanti locali portano enormi responsabilità poiché favo-riscono lo sradicamento dei lori cittadini, la separazione, la dispersione delle famiglie, dei bambini ai quali sono negati i diritti elementari di cittadinanza. In realtà, i gruppi dominanti degli Stati del Nord e del Sud del mondo stanno distruggendo la famiglia!

Agostino Spataro

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