Imprenditoria immigrata: intervista esclusiva ad imprenditori migrantiTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Imprenditoria immigrata: intervista esclusiva ad imprenditori migranti

Per fuggire dalle discriminazioni e dalla crisi gli immigrati scelgono il lavoro autonomo, ovvero un’impresa con i suoi rischi ma anche le sue grandi opportunità. Per stranieri ma non solo.

Fonte: Oltremedianews

E’ risultato che già nel 2012 le imprese straniere erano 477.519, ovvero il 7,8% del totale delle imprese in Italia. Dunque un fenomeno davvero rilevante che spesso non viene considerato come fattore primario di integrazione. Non solo lo è, ma le imprese autonome creano occupazione anche per gli italiani. Se inizialmente le aziende risultavano concentrate in poche attività (costruzioni, trasporti, manifatturiero) ora l’imprenditoria immigrata copre dei progetti ampi e dotati di business plan a lungo termine e organizzazione manageriale che neanche la crisi ha fermato.
Nel contesto del ciclo di incontri patrocinati dal CREG di Tor Vergata (centro ricerche economiche e giuridiche) e organizzati dal professor Enzo Rossi, dal titolo “Educazione ai diritti” si può approfondire il tema delle aziende fuso con quello dell’immigrazione. Foad Aodi, medico fisiatra, Jaime Trujillo mediatore linguistico-culturale e Jamil Ahamede, laureato in economia possono portare i loro esempi. Il primo ha un ambulatorio che offre anche servizi sociali; il secondo dopo tanti anni di lavoro di mediatore ai massimi livelli ha fondato una cooperativa di interpretariato e il nome è tutto un programma: “Sinergia”; il terzo testimone di imprese che funzionano è Jamil: la sua azienda di servizi dà lavoro a più di 20 persone.

Certo non basta il loro entusiasmo per creare una buona società che abbia ricavi economici. Il tema dell’imprenditoria degli immigrati richiede di essere collocato nel più vasto contesto economico-socio-occupazionale del nostro paese. Le debolezze più grandi e che più mettono in difficoltà una start up di immigrati ci sono: a livello tecnico l’accesso al credito e la burocrazia amministrativa (ma questo anche per gli italiani) e a livello politico il persistente clima di incertezza, ostacolo agli investimenti e all’integrazione.

I sogni si mescolano alle difficoltà, le storie personali a lavoro e occupazione reali. Le testimonianze di Foad Aodi, Jaime Trujillo e Jamil Ahamede, l’opinione dell’esperto Giuseppe Bea del centro studi per l’immigrazione IDOS in una video-intervista esclusiva di Oltremedia.

Veronica Di Benedetto Montaccini

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