Imu, dalla Chiesa nemmeno le elemosinaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Imu, dalla Chiesa nemmeno le elemosina

Si avvicina la scadenza della prima rata, che quest’anno dovrà essere pagata anche dagli enti no profit per gli immobili destinati ad attività commerciale. Mancano tuttavia moduli e controlli, così il gettito non arriverà ai 100 milioni previsti. Di fatto un rinvio anche e sopratutto per gli enti ecclesiastici. 

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Fonte: Oltremedianews

Nonostante le parole di Monti e le pressioni europee, che non hanno mai visto di buon occhio la grande tolleranza fiscale del Governo italiano nei confronti degli immobili della Chiesa, si corre il rischio anche per quest’anno che l’Imu non sia pagato nemmeno dalla Curia romana.

I motivi sembrerebbero tecnici. Entro il 4 febbraio i beneficiari dell’esenzione Imu avrebbero dovuto consegnare un modulo in cui si potesse dimostrare, in base al regolamento, la propria posizione. A gennaio, però, una circolare del Ministero esentava dalla presentazione di tale documento gli enti senza fini di lucro ed ecclesiastici, giustificando tale azione con la (provvidenziale) mancanza di moduli. Tale documento mirava a verificare l’obbligo degli enti nei confronti dell’erario e ora questi “rischiano” seriamente di essere esentati pur avendo molti di loro già ricevuto tale beneficio in passato.

La distinzione tra attività commerciali e non commerciali, determinante in “materia Imu”, non viene fatta in modo chiaro dalla legge, e non si sa nemmeno come poter segnalare la propria posizione, né chi debba controllare tali posizioni, per cui la tassa molto probabilmente non verrà pagata, che si parli di Chiesa o meno.

Si parlava di grosse cifre provenienti dalle casse della Chiesa. Chi stimava addirittura 2 miliardi (l’associazione di ricerca Ares), chi parlava di 500 – 700 milioni (l’Anci), chi, più cautamente, di 100 milioni (la commissione del Tesoro sull’erosione fiscale guidata da Vieri Ceriani nel 2011). Quanto incasserà lo Stato ancora non si sa e di sicuro né gli apparati governativi centrali, né i Comuni vogliono “infastidire” preti, vescovi e cardinali, non essendosi minimamente impegnati a risolvere il problema di questa tassa che pone grosse difficoltà sia per il pagamento, sia per i controlli volti al suo corretto compimento.

Mancanza di controlli, mancanza di moduli, mancanza di serietà. La tanto discussa Imu sembra provenire da una legge inutile. Gli edifici non profit, tra cui quelli ecclesiastici appunto, sembrano essere avvolti da quella che da molti è stata definita “oscurità fiscale”, e l’autocertificazione che la legge stessa prevede risulta essere inutile senza gli opportuni controlli. Attendiamo sviluppi da questa vicenda. In religioso silenzio.

Aurelio Ponzo

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