In 60.000 contro le trivellazioni sull'AdriaticoTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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In 60.000 contro le trivellazioni sull’Adriatico

Erano almeno 60.000 i cittadini che sono scesi in piazza sabato a Lanciano, in Abruzzo, per protestare contro il progetto “Ombrina Mare” che prevede la costruzione di una super piattaforma petrolifera a dieci chilometri dalla costa. A gestire il progetto la società Medoilgas Italia S.p.A. che attende la firma da parte del ministero dell’Ambiente per la concessione del permesso. I cittadini però non ci stanno e hanno scelto di dire “no” al futuro che qualcun altro ha deciso per il Paese.

Il progetto Ombrina Mare non piace agli abitanti dell’Abruzzo. Il motivo è presto detto, pensano non a torto che tale progetto rovinerà dal punto di vista naturalistico la costa senza peraltro risollevare più di tanto l’economia e l’indotto. Un futuro a tinte nere petrolio ma che non sembra offrire crescita alla regione che anzi, potrebbe pagare in termini di turismo e appetibilità. Anche per questo i vari comitati No Ombrina, No Muos, Mo Avast, No Tap, stanno cercando di coordinarsi nei territori per trasformare dei “No” in una proposta alternativa alle devastazioni dei territori e alle speculazioni che vengono sempre e comunque decise altrove e imposte nei rispettivi territori.  Al resto pensano i media presentando le grandi opere sempre come estremamente positive e chi vi si oppone come dei gufi che sanno solo dire di no, o peggio come sabotatori e terroristi/teppisti. Eppure in quel di Lanciano erano almeno 60.000 i cittadini che sono scesi in piazza seguendo il segnale del Comitato No Ombrina che ha organizzato una grande manifestazione cui hanno preso parte almeno 500 comitati provenienti da tutta Italia. Il Comitato No Ombrina chiese un altro tipo di sviluppo che rispetti la natura e che sappia valorizzare le vere ricchezze culturali del territorio in modo compatibile con la natura, l’esatto opposto di quello che hanno in mente i governanti che hanno deciso di finanziare e varare il progetto Ombrina. In particolare i manifestanti prendono di mira anche lo “Sblocca Italia” renziano, che a detta degli attivisti di No Triv, ipoteca il futuro del Paese per i prossimi decenni, esponendolo ad inquinamento, arretratezza e sottosviluppo. A imporre comunque il progetto è stata la società inglese Rockhopper (ex Modeligas), che vorrebbe ottenere i permessi per trivellare sei pozzi di San Vito chietino, a meno di sette chilometri dalla costa. Tale progetto interessa un’area di 144,5 chilometri quadri, e sarebbe quasi impossibile immaginare una sua realizzazione senza una ricaduta sul territorio.  La mobilitazione di oltre 60.ooo persone però fa ben sperare circa il futuro, con una cittadinanza sempre meno propensa ad accettare passivamente che le decisioni di qualcun altro modifichino in negativo la loro vita.

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