In arrivo nuovi tagli al diritto allo studio?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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In arrivo nuovi tagli al diritto allo studio?

La Flc Cgil ha reso pubblico un rapporto nel quale si spiega come negli ultimi cinque anni le tasse universitarie siano aumentate del 75%. Si tratta di un vero e proprio attacco al diritto allo studio che invece dovrebbe essere garantito dalla Costituzione. 

La Flc Cgil ha suonato l’allarme ma per molti è semplicemente una conferma di un dato allarmante e purtroppo consolidato. Stiamo parlando della messa al repentaglio del diritto allo studio che si concreta, anno dopo anno, con aumenti delle tasse universitarie che hanno raggiunto ormai il 75%. Solo per fare un esempio la tassazione media delle università italiane si aggira intorno ai 1.500 euro all’anno per studente, con picchi più alti in Nord Italia (1802 euro al Politecnico di Milano). Il Fondo di finanziamento ordinario degli Atenei (Ffo) solo tra il 2012 e il 2013 ha subito, per ragioni di spending review, un taglio secco del 4,6%; se si guarda al al 2011 la percentuale di minori trasferimenti addirittura balza al -11%. Del resto nei mesi scorsi era stato proprio il governo Renzi a tentare una ulteriore riduzione di 30 milioni nel 2014 e di 45 milioni del 2015. Allora solamente la mobilitazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane impedì il peggio. E proprio i rettori hanno suonato il campanello d’allarme riguardo al diritto allo studio per il 2014 sostenendo che è a un livello ridicolo al punto che la copertura dei capaci per l’anno in corso sarebbe intorno a una media nazionale del 60%.  Non solo, manca anche completamente un piano di residenzialità universitaria, scaricando così i costi degli studenti fuori sede unicamente sulle famiglie. Ecco quindi come mai l’Italia è al fanalino di cosa europeo per il numero di laureati, il peso degli studi è caricato solo sulle spalle delle famiglie. Pochi laureati certo, ma anche le università più care d’Europa al punto che secondo la classifica Ocse risultano meno costose solo di quelle di Olanda e Inghilterra, dove però esistono davvero le borse di studio. Insomma al posto che valorizzare la cultura i governi italiani procedono in modo inesorabile e dannoso nella direzione ostinata e contraria. A che pro, verrebbe da chiedersi.

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