In caso di malasanità cosa si deve fare per ottenere un risarcimento?

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Non dovrebbe capitare, ma purtroppo delle volte capita di essere vittima di un caso di malasanità. Non vogliamo qui colpevolizzare o giustificare nessuno, ci sono medici e personale sanitario sottoposto a turni sempre più lunghi e oneri sempre più pressanti, così come ce ne sono altri che non sono sempre ligi e zelanti. Qui però vogliamo dare alcune indicazioni che pensiamo siano utili a chi vuole ottenere, se è il caso, un giusto risarcimento per l’eventuale danno subito.

Vittima di un caso di malasanità, cosa si deve fare

Purtroppo nel nostro Paese i casi di malasanità non sono pochi. Negli ultimi anni, anzi, sono aumentati. Le cause sono le più disparate, si va dalle carenze strutturali, alla mancanza di personale sanitario, all’errore medico. Non manca poi la somministrazione di farmaci sbagliati: spesso e volentieri capita che infermieri professionali si confondano e diano i farmaci di un degente al vicino di letto.

Inutile fare il processo all’intenzione, come abbiamo visto le motivazioni sono tante e purtroppo non sono sufficienti a giustificare una perdita, che sia della salute o di un proprio caro, se non addirittura un decesso. Detto questo, nel caso ci si trovi coinvolti in un caso di malasanità cosa si deve fare? Con l’introduzione della Legge Gelli le cose sono più semplici? Purtroppo no, non sempre. Il malato che si trovi vittima di un caso di malasanità dovrà richiedere l’assistenza di un legale.

Risarcimento del danno, un percorso lungo e faticoso

Ci sono casi di malasanità piuttosto evidenti, altri molto più complicati da riconoscere, eppure nessun percorso è facile per un paziente che vi si trovi coinvolto. Difficilmente questi riuscirà a ottenere un congruo risarcimento per il danno subito senza chiedere l’intervento di un legale.

Lo stesso avv. Marco Boero ci spiega come alcuni casi siano davvero intricati e dubbi, al punto che occorre un’accurata perizia e una grande conoscenza della materia per poterla spuntare con le assicurazioni. Ci fu, per esempio, il caso di una donna, il giugno scorso, deceduta nel cosentino in seguito alle scarse condizioni d’igiene della sala operatoria.

Ne parlarono diversi quotidiani, mettendo in evidenza non solo la problematica inerente l’igiene della sala operatoria, ma anche la scarsa attenzione posta dai sanitari al caso della signora. La donna, infatti, aveva contratto uno stafilococco nel corso di un intervento chirurgico. Il batterio aveva poi provocato una trombosi e un’embolia polmonare che ne aveva determinato il decesso. Nessun medico aveva ritenuto opportuno somministrarle degli antibiotici.

I legali della donna hanno così sporto denuncia per le condotte omissive e violatrici della normativa vigente.

Confermato il caso di malasanità come si ottiene il risarcimento

Una volta consultato un legale, quindi, che abbia appurato l’effettivo caso di malasanità, si può procedere con la richiesta di risarcimento danni. Si tratta di un percorso complesso, nella maggior parte dei casi, e che può comportare un periodo di forte disagio per chi ha subito il danno o per i suoi parenti. Sarà l’avvocato, naturalmente, a stabilire se sia più opportuno richiedere il risarcimento al medico che ha commesso un eventuale errore o alla struttura ospedaliera.

Decidere di fare causa all’ospedale non esclude di poterla fare anche al medico negligente, in questo caso risponderà della sua responsabilità extracontrattuale a meno che il paziente non abbia stipulato un contratto con lui. Quindi il medico dovrà rispondere per l’illecito commesso e dovrà risarcire il danno.

Questi potrebbe essere anche ritenuto responsabile a livello penale sia per quelle che vengono definite lesioni colpose che per un eventuale omicidio colposo.

La conciliazione e la causa

Naturalmente, prima di arrivare a un vero e proprio contenzioso, si deve cercare una mediazione. In questo caso ottenere il risarcimento potrebbe richiedere un tempo decisamente inferiore, ma potrebbe essere risarcita una cifra inferiore alle aspettative.

I documenti da raccogliere

Come sicuramente consiglierà un buon avvocato, si devono raccogliere tutte le ricevute e i certificati delle visite effettuate. Esami diagnostici e referti vanno conservati, sarebbe opportuno averne anche di antecedenti al danno.

Occorre poi farsi fare un’accurata perizia da un medico legale.

Una volta trovato l’accordo con la controparte, l’assicurazione procede alla liquidazione del danno. In caso di contenzioso, purtroppo, i tempi potrebbero allungarsi notevolmente.

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