In che Italia vivono?Tribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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In che Italia vivono?

In che Italia vivono?

Opinionisti, politici, statistici e sociologi ci parlano quasi tutti i giorni della crisi e della situazione drammatica del Paese. Ma hanno davvero coscienza di cosa accade nel Paese reale?

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Ogni mattina di questi tempi c’è qualche politico che comincia a sciorinare i numeri della crisi, parlando di un paese in recessione. Lo aiutano i dati, forniti sempre da qualche istituto statistico o di ricerca, sempre pronto a fornire a tabelle che fotografano, per così dire, la situazione del Paese reale. Ci si accorge così che l’Italia è in recessione, che la redistribuzione non esiste e che il divario tra ricchi (pochi), e poveri (molti), aumenta sempre di più. Ci si accorge che gli accessi ai servizi diminuiscono per porzioni sempre più consistenti della cittadinanza, ci si accorge che i giovani non trovano più lavoro, e quando lo trovano vengono sfruttati in modo ignobile. I numeri però non riescono, secondo  noi, a fornire un vero quadro di quello che sta succedendo in Italia. I numeri non riescono a spiegare il dramma dei giovani costretti a rimanere in casa con i genitori fino a quarant’anni perchè non esistono misuratori della depressione e della disperazione; i numeri non riescono a spiegare il dramma di chi, nel mondo del lavoro, non riesce nemmeno a entrarci. Per non parlare dei cosiddetti “sfiduciati”, una categoria “nuova” per la statistica e che i politici quasi non riescono a comprendere, commentando con la voce un pò seccata come se fossero persone che, semplicemente, non hanno voglia di lavorare. Così gli economisti di turno arrivano in prima serata a “spiegarci” come mai questo sistema, dopotutto, sia il migliore possibile. La realtà è che costoro non hanno la minima idea di cosa sia il Paese reale, di quali siano le difficoltà delle persone reali, quelle che non vanno nelle scuole private e che, senza stato sociale, non possono accedere ai servizi primari. Queste persone, a oggi, sono anche prive di una rappresentanza politica. Non esiste un partito in grado di incidere nella realtà che faccia proprio i loro interessi, e questo perchè la sinistra è stata disintegrata dalle recenti vicissitudini elettorali e non. Quando qualcuno avrà il coraggio di coinvolgere nella politica proprio coloro che vivono il Paese reale, ecco che forse la vita degli italiani potrà cominciare a migliorare; ma fin quando le decisioni verranno prese da persone che non sanno cosa voglia dire la disperazione, le cose non potranno che peggiorare.

Gracchus Babeuf

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