In costruzione l’Asse Grecia – Russia?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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In costruzione l’Asse Grecia – Russia?

In costruzione l’Asse Grecia – Russia?

Che SYRIZA abbia vinto le elezioni greche non è certo una sorpresa come non lo è il fatto che abbia cercato alleanze con tutti i partiti tranne con quelli che hanno portato la Grecia nelle condizioni in cui versa ora.Quello che ha sorpreso molti è stato l’atteggiamento del governo guidato da Alexis Tsipras nei confronti dei paesi non NATO e, nello specifico, nei confronti della Russia.

Di questi tempi, chi fa mezzo sorriso a Mosca si ritrova bersaglio di tutta la “libera” stampa occidentale ma, ad Atene, non sembrano interessati a sacrificare troppo il bene del paese per star simpatici a quegli stessi giornali che, per anni, non hanno preso troppo le difese dello stato ellenico, lasciato andare in decadenza e torturato dalle varie istituzioni più o meno legate a Bruxelles e a Washington.
Tsipras lo sa. In questi 5 anni dovrà giocarsi il tutto per tutto. O dimostra di saper dare un cambio di direzione radicale al paese o, molto probabilmente, SYRIZA, alle prossime elezioni, verrà drasticamente ridimensionata. Va ricordato che SYRIZA non può contare su troppi militanti, dato che in tutto il paese sono meno di 40mila gli iscritti.
Ad Atene ritengono di aver già perso troppo tempo in tutti questi anni e quindi, la prima cosa che Tsipras e compagni hanno voluto fare, è dimostrare al popolo greco e a Bruxelles di voler rispettare le promesse della campagna elettorale.

Non mi focalizzerò ora sulla politica interna greca dove, comunque, un chiaro cambiamento di rotta si è registrato dalle prime ore del giorno dopo l’ampia e meritata vittoria alle elezioni di SYRIZA.
Mi soffermo invece sulla politica estera, la quale sarà decisiva per tutta una serie di questioni che vedranno l’Europa protagonista nei prossimi anni.
Ovviamente non si può non partire dalla guerra che si sta combattendo in Europa, e per la precisione, in Ucraina.
SYRIZA criticò già quasi un anno fa la presenza di neonazisti nelle istituzioni del nuovo governo golpista di Kiev. Lo stesso Tsipras, nel maggio 2014, si recò in viaggio a Mosca dove sottolineò questo aspetto non secondario della vicenda che stava sconvolgendo i palazzi del potere in Ucraina.
Dopo la decisione di formare un governo con il partito dei Greci Indipendenti (ANEL) e di concedere al suo leader, Panos Kammenos (il quale si è recato in Russia questo gennaio) il ministero della Difesa, i timori di un possibile asse Atene – Mosca sono stati più vivi che mai.
Panos Kammenos è un sincero amico del popolo russo. Questo gennaio, per mostrare ancora una volta lo stretto legame con il Cremlino, Kammenos  era in visita a Mosca.
Non secondario, poi, è il profilo dell’ANEL: anti-UE e legato alla Chiesa ortodossa, due aspetti questi che, probabilmente, lo fanno stare molto a cuore all’attuale governo russo, soprattutto in questo momento di grande tensione internazionale.
Non è da escludere che la scelta stessa dell’ANEL di appoggiare buona parte del programma di governo di SYRIZA possa essere stata condizionata da suggerimenti provenienti da est.
La posizione geografica della Grecia la fa essere al centro di attenzioni non indifferenti. In questo momento, per un motivo o per un altro, Bruxelles, Mosca, Pechino e Washington guardano con massima attenzione ai fatti della capitale greca.
Per una questione geografica però è evidente come lo scontro diretto è a due: Russia da una parte e Unione Europea dall’altra. Atene è conscia di questo (delicato) equilibrio e sa bene che, se per un qualche motivo il confronto tra Russia e UE, dovesse venir meno, la situazione interna del paese potrebbe cambiare drasticamente. Ad esempio, se fossero messi in crisi i rapporti con il Cremlino per una maggior collaborazione economica con le stesse istituzioni che hanno affossato la Grecia, l’ANEL, e probabilmente una parte stessa di SYRIZA, passerebbero all’opposizione.
Sia che voglia rimanere parte integrante dell’Unione Europea,  sia che voglia far le valigie, la Grecia sa che non può privarsi dei rapporti economici con la Russia (stesso discorso questo che vale per i rapporti con la Cina).

Qualche numero
L’Unione Europea ha circa 500 milioni di cittadini. La Grecia ha una popolazione di poco superiore agli 11 milioni.
Il prodotto interno lordo dell’UE, nel suo complesso, supera il 17mila miliardi di dollari (fonte FMI, 2013) mentre quello greco si ferma a quota 278 miliardi.
Senza le dovuta coperture alle spalle, un qualunque attacco a Bruxelles rischierebbe di ritorcesi contro la Grecia stessa. Aspettarsi quindi che in qualche giorno Tsipras risolva i problemi del paese e dell’euro, quasi come se avesse una bacchetta magica, è impensabile.
Ci vorrà tempo e, se proseguirà per la strada che sembra aver iniziato a percorrere, il governo SYRIZA+ANEL dovrà senza dubbio essere appoggiato e sostenuto da chi crede che questa UE non vada assolutamente bene.

Davide Busetto

Fonte: Cercareilvero

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