In diecimila in piazza a Torino con la Fiom tra cariche e lacrimogeniTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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In diecimila in piazza a Torino con la Fiom tra cariche e lacrimogeni

Il corteo della Fiom a Torino ah visto marciare più di diecimila tra lavoratori e simpatizzanti oltre che un nutrito corteo degli studenti. Alla fine il corteo è terminato con un comizio del segretario Landini nella centralissima Piazza Castello mentre la polizia ha lanciato lacrimogeni ed effettuato cariche contro gli studenti e un gruppo di manifestanti che avrebbe rimosso delle transenne per protesta nei confronti del  vertice dei ministri europei del Lavoro che si svolge al Teatro Regio.

Lacrimogeni, caos e cariche della polizia, questo è stato l’epilogo della manifestazione della Fiom che ha portato oltre diecimila persone per le strade del centro di Torino. Maurizio Landini, segretario della Fiom, ha comunque terminato il comizio tenuto in Piazza Castello nonostante gli scontri ma la sensazione è che la stampa parlerà solo ed esclusivamente di quelli, mettendo in secondo piano le rivendicazioni dei lavoratori e degli studenti. Un copione del resto già ampiamente noto che si è nuovamente ripercorso oggi nel capoluogo torinese dove stranamente le forze dell’ordine non hanno solidarizzato con gli studenti e i lavoratori come invece avevano fatto il 9 dicembre 2013, sempre a Torino, quando però a manifestare erano i “Forconi”. Gli stessi giornalisti che parlano commossi dell’eroismo degli studenti che lanciano pietre contro la polizia a Hong Kong piuttosto che a Kiev, ogni qual volta sono chiamati a commentare di scontri in Italia cambiano radicalmente atteggiamento schierandosi sempre e comunque affianco delle forze dell’ordine. Così nel day after la bella manifestazione, colorata e vivace della Fiom, al posto che parlare dei temi della protesta e della contestazione al vertice europeo sul Lavoro, si parla dei fermati, delle cariche e degli agenti di sicurezza feriti, un bel modo per svilire i motivi stessi della protesta. Del resto alla fine della manifestazione lo stesso segretario della Fiom torinese, Federico Bellomo, pur stigmatizzando coloro che hanno messo a rischio la manifestazione ha anche accusato le forze dell’ordine di un “eccesso di reazione nella gestione dell’ordine pubblico fino al punto di lanciare lacrimogeni verso il nostro palco” .  Maurizio Landini ha persino rincarato la dose su Rai News: “Bisogna capire se questo eccesso di reazione delle forze dell’ordine sia dovuto all’inesperienza di chi era in piazza o se dietro ci sia il governo. Se così è bene che il governo cambi. Non si può trasformare un democratico conflitto in una questione di ordine pubblico se non c’e‘”. Maurizio Landini nel corso del corteo si è scagliato contro la legge di Stabilità: “E’ follia. Se lo Stato dà soldi pubblici alle imprese queste si devono impegnare a non licenziare. È una manovra sotto dettatura della Confindustria, che è l’ultima che può dare lezioni di come si sta in un paese visto che, se c’è crisi, è anche responsabilità degli imprenditori che portano i soldi all’estero e non fanno investimenti“, poi è scagliato tra gli applausi della folla anche contro il modello Marchionne: “Non vorrei che Marchionne, che ha annunciato che nel 2018 se ne andrà, andasse via nel momento in cui finiscono gli ammortizzatori sociali, quando non ci saranno più volumi e quelli che arrivano dopo di lui dovranno gestire i problemi che lui non ha voluto affrontare“. Infine un appello a battersi per cambiare la politica del Paese: “Quando sentiamo dire che si riducono le tasse per poi scoprire che i lavoratori dipendenti possono perdere il posto e devono pagare di più per avere gli stessi servizi, allora bisogna che siano le Regioni a scendere in piazza insieme a noi e a sostenere le battaglie che la Cgil e i lavoratori stanno facendo“.

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