In nome della lotta al terrore il rischio è di meno libertà per tuttiTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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In nome della lotta al terrore il rischio è di meno libertà per tutti

Dopo gli attentati di Parigi la reazione nervosa dei governi europei suggerisce che si apprestino ad emanare leggi anti-terrorismo più stringenti, un pò come fecero gli Usa con il “Patriot Act” dopo l’11 settembre 2001.

Sull’onda emotiva del dramma dell’11 settembre il governo americano, come ricorderete, riuscì senza troppi problemi a far passare il “Patriot Act” che inaugurò un cambiamento sostanziale della vita negli Stati Uniti dal momento che cambiarono nella realtà le dinamiche dello stare insieme. La polizia americana ebbe maggiori poteri e sostanzialmente i cittadini hanno visto erodere la propria libertà in nome della sicurezza. Questo epilogo appare oggi anche probabile in Europa sull’onda emotiva degli attentati allo Charlie Ebdo e a Parigi dei giorni scorsi. Il timore è che sfruttando la paura i governi europei faranno passare delle leggi speciali e questo comporterà una perdita di libertà per tutti. Alfano ha già parlato di una stretta sui passaporti, con il governo che dovrebbe intervenire per ritirare i documenti ai sospetti terroristi che vogliano lasciare l’Italia, tutto bene fin qui ma come mai nessuno si è occupato del problema dei terroristi e dei foreign fighters quando prima dell’attentato di Parigi si diceva che si recassero in Siria per fare la Jihad? Era tutto già noto, si sapeva già tutto, ma senza l’evento scatenante, ovvero l’attentato di Parigi, nessuno aveva la minima intenzione di affrontare il problema. Il rischio poi è che nella fattispecie di “terrorismo” finisca per rientrare anche il dissenso nei confronti del governo, un rischio reale che potrebbe comportare ulteriori limitazioni di protesta e opinione proprio in nome della sicurezza pubblica. Ad esempio in Italia la disoccupazione giovanile supera anche il 50% e aumenta il dissenso e l’opposizione nei confronti dell’Europa, creando quindi un futuro che appare sempre più fosco e incerto. Vuoi vedere che proprio la paura del terrorismo islamico potrebbe venire utilizzata per fare accettare ai cittadini europei l’Europa in nome di una maggiore sicurezza collettiva? Il disegno ci sembra essere proprio questo ancor più che in molti, anche Renzi, hanno parlato già di “unificare le intelligence”, e già da un pò vi è un dibattito circa la realizzazione di un esercito e di una politica estera europea unica. Il che dovrebbe preoccuparci dal momento che l’Europa è quella che negli ultimi cinque anni ha nell’ordine: bombardato la Libia, dato armi ai presunti ribelli siriani salvo poi scoprire che sono islamisti, finanziato e supportato il golpe ultranazionalista di Kiev. Insomma le prospettive di pace per il nostro continente, viste le premesse, purtroppo non sono ottimali.

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