In scena a Cuba l'incontro tra Lavrov e Raul CastroTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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In scena a Cuba l’incontro tra Lavrov e Raul Castro

Il ministro degli Esteri russo Lavrov si è recato in visita all’Avana, Cuba, a segnalare la rinnovata vicinanza tra Mosca e l’isola socialista. Dopo che Mosca ha condonato il 90% del debito cubano, il Cremlino ha annunciato di voler reinvestire nell’isola il 10% restante. 

Non è casuale che il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, si sia recato a Cuba proprio ora, in un momento estremamente delicato nelle relazioni internazionali dopo le frizioni con gli Stati Uniti riguardo a quanto sta succedendo in Ucraina. Una visita storica che segnala, ancora una volta, il rapporto speciale che lega Cuba alla Russia, anche se la Russia oggi non è più un paese socialista come ai tempi dell’Urss e di Fidel Castro presidente. E Lavrov ha affrontato la visita rilanciando un rapporto privilegiato con l’isola a poche miglia dalle coste degli Stati Uniti, la stessa isola per cui J.F.Kennedy sarebbe stato disposto a scatenare la Terza Guerra Mondiale nella crisi missilistica del 1961. Lavrov si è presentato sostenendo davanti a Raul Castro che l’embargo con il quale gli Usa colpiscono L’Avana è “assolutamente inaccettabile“. Non solo, Mosca dopo aver condonato ben il 90% dello storico debito cubano nei confronti della Russia, ha anche annunciato di voler reinvestire nell’isola ben il 10% restante, rinnovando quindi legami strategici ed economici di prima fascia. In molti sembrano quasi aver rivissuto i tempi della Guerra Fredda, e infatti forse non sono tempi così lontani dal momento che quella tra Usa e Russia si configura sempre di più come una Guerra Fredda del XXI secolo. Lavrov inoltre partirà da Cuba per recarsi anche in Nicaragua, Cile e Perù. A L’Avana comunque si è festeggiata una intesa rinnovata a oltre vent’anni dalla caduta dell’Urss, anche se per la verità l’isola e Mosca non hanno mai avuto brutti rapporti, a eccezione della presidenza di Boris Yeltsin. Negli ultimi tempi i due paesi hanno poi progressivamente rafforzato le loro relazioni politiche, economiche e militari. Questo viaggio, secondo molti osservatori, deve però essere letto anche alla luce delle vicende ucraine. Evidentemente la Russia ha voluto ricordare a Washington che non sono gli unici a poter fare i propri interessi anche nel “cortile di casa” di qualcun altro.

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