Inceneritore al plasma? No, grazie!Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Inceneritore al plasma? No, grazie!

Il Comune di Cologno al Serio, un paese in provincia di Bergamo, ha emanato e reso pubblica il 3 febbraio una delibera per consentire alla società ‘Fondazione Vitae Nazareni’ la costruzione di un inceneritore al plasma. Oggi, l’amministrazione comunale sembra voler ritrattare l’autorizzazione, in gioco interessi economici e salute dei cittadini.

Cologno al Serio, il comune bergamasco che non meno di un mese fa aveva autorizzato la costruzione di un inceneritore con torcia al plasma, sembra fare marcia indietro.

La delibera del 29 gennaio, pubblicata il 3 febbraio dalla giunta comunale, accordava infatti ‘l’insediamento dell’attività industriale di trattamento dei rifiuti’. La società ‘Fondazione Vitae Nazareni’ aveva già presentato lo stesso progetto a molti altri comuni, fra cui anche Manerbio, dove era stata proprio la Lega a esprimere un parere fortemente contrarioall’iniziativa per via dei rischi ambientali connessi all’intervento. Non dello stesso avviso la società la quale assicura che questa centrale potrebbe essere realizzata nel giro di 24 mesi, garantendo introiti al comune pari a 1,2 milioni di euro l’anno per 15 anni. Una cifra non indifferente per un’amministrazione locale che, causa la costruzione del nuovissimo e fallimentare impianto natatorio, si è ritrovata con una voragine nel bilancio economico del paese.

E’ così che l’amministrazione leghista di Cologno, contrariamente all’indirizzo preso dallo stesso partito nelle realtà limitrofe, ha in un primo momento approvato una delibera che apriva la strada alla realizzazione del progetto. Sacrificare la salute dei cittadini in cambio di denaro? ‘Ora le vite dei colognesi sono sulla bilancia della trattazione tra privati’, verrebbe da dire.

Poi le prime ombre sulla sostenibilità dell’impianto accompagnate alle polemiche di chi non accetta compromessi che mettano in pericolo la salute. Oggi il primo cittadino Claudio Sesani ammette di avere grossi dubbi in merito alla costruzione dell’impianto di smaltimento rifiuti e la ritrattazione della delibera sembra concretizzarsi.
Ma questo ai cittadini non basta. Vorrebbero garanzie, vorrebbero persone incaricate in grado di decidere per il bene dei propri cittadini, che non agiscano soltanto per mero interesse economico. Che la popolazione, almeno laddove le è ancora consentita la scelta dei propri politici, scelga con coerenza e con criterio.

Un inceneritore con torcia al plasma è una tecnologia innovativa relativamente ‘pulita’ se paragonata ai vecchi impianti di smaltimento dei rifiuti. Questo impianto utilizza un processo in cui, grazie al plasma ovvero un gas ionizzato che conduce elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti in molecole più semplici. Le temperature elevate che può raggiungere, dai 1000 ai 4500 gradi, eliminano la possibilità di immissione di sostanze nocive come la diossina e i furoni.

Peccato che secondo alcuni studi questa tecnologia produrrebbe fumi che non combinandosi ai gas presenti nell’atmosfera, innescherebbero reazioni chimiche che danno luogo al cosiddetto ‘inquinamento indiretto’. Se così fosse si immetterebbero infatti nell’atmosfera le nanopolveri che, una volta entrate nell’organismo, riescono ad attraversare le membrane cellulari e causare gravi danni come malformazioni fetali, gravi allergie e malattie del sangue. Per non parlare dei danni permanenti al sistema climatico e dell’inquinamento irreversibile del territorio: gli agricoltori si troverebbero a coltivare e (non) vendere prodotti altamente inquinati.

Il progresso dovrebbe essere qualcosa che dia beneficio all’umanità, non che la distrugga. Alternative sono disponibili. Uno studio del Tellus Institute ha rilevato che riciclare i rifiuti risparmia ben 18 volte l’emissione di CO2 rispetto agli impianti con inceneritori con torcia al plasma, oltre a garantire 500.000 posti di lavoro nuovi rispetto a quelli che toglierebbe un impianto del genere, il quale ha bisogno di grande investimento di capitali ma di pochi dipendenti per funzionare.

Una via, quella del riciclaggio, che incontra anche pareri autorevoli. ‘C’è un serrato confronto anche a livello internazionale – dice la Presidente della Camera Laura Boldrini, in risposta alle proposta di ‘Legge rifiuti Zero’ promossa anche da Rossano Ercolini, presidente di ZW Europe e vincitore del Goldman Prize 2013, Nobel alternativo per l’ambiente – e quella degli inceneritori è una strada senza uscita; occorre progettare un’altra strategia. Bene riutilizzare i rifiuti, non bruciarli’.

Se solo ci fosse un po’ più di coscienza e conoscenza, da parte di chi ha il dovere, politico e morale, di agire per conto degli altri, forse, a questo punto, non ci si sarebbe mai arrivati.

Fonte: Oltremedianews

  Federica Bani

 

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