Incidente a Bergamo. Un solo soccorritore: ‘tanto il ferito è nero’Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Incidente a Bergamo. Un solo soccorritore: ‘tanto il ferito è nero’

C’è un nome scientifico per questo tipo di comportamento: si chiama diffusione di responsabilità, si chiama omissione di soccorso: ‘tanto lo farà qualcun altro al posto mio’, così, ieri, un ragazzo è stato investito da un pirata della strada e una sola persona si è fermata per chiamare i primi soccorsi.

Fonte: Oltremedianews

E’ successo ieri nei pressi della stazione di Bergamo: un pedone viene investito da un’auto che fugge via velocissima dopo l’impatto. Molti testimoni dell’incidente ma un solo soccorritore, Paolo Santinelli.

Paolo, incredulo per ciò che aveva appena visto, si è prontamente fermato per chiamare i primi soccorsi, mentre la vittima, un ragazzo di colore di 25 anni, rimaneva a terra ferito alla testa e inizialmente privo di sensi.

Nessuno si è degnato di fermarsi con lui se non gli amici del ragazzo steso a terra. ‘Un passante, dopo aver visto che il ragazzo era di colore, ha detto: ‘Cosa vi preoccupate a fare, tanto è negro’, e dicendo queste parole ha tirato un calcio allo specchietto della macchina che si era staccato a seguito dell’impatto con il corpo della vittima’, racconta il testimone.

‘Ciò che più disdegna è la sufficienza degli altri passanti che non hanno prestato la minima attenzione all’accaduto e addirittura,  nel constatare che si trattasse di un ragazzo di colore, hanno avuto il coraggio di azzardare insulti nei suoi confronti.’

‘Andiamocene, tanto è nero’. Queste frasi, questo comportamento, non è ammissibile in uno stato dove sembrano mancare le basi di tutto, in primis dei diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla vita. Per non parlare di integrazione sociale, dell’obbligatorietà di prestare un primo soccorso ad un ferito, di qualsivoglia nazionalità o religione.

‘I have a dream, that my four little children will one day live in a nation, where they will not be judged by the color of their skin’. Sono passati 50 anni dal famoso discorso che tenne Martin Luther King per la lotta ai diritti civili dell’uomo e qui, oggi, in Italia, siamo ancora in grado di proporre atti di discriminazione sociale passibili di denuncia.

La vittima, ora, è ricoverato presso l’ospedale di Bergamo. Il pirata che lo ha investito non ha lasciato traccia e purtroppo il solo ragazzo che ha prestato soccorso, non è riuscito a prendere in tempo la targa del colpevole. Forse le indagini riusciranno a risalire al proprietario della macchina tramite l’identificazione dello specchietto ritrovato, ma per ora di lui non si hanno notizie.

La speranza che rimane, forse utopica, è un gesto di scuse, un’ammissione di colpa, che dia la forza al ragazzo di farcela, di rimanere qui, in Italia, sano, guarito, sorridente e si: nero.

Federica Bani

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