Indesit. Azienda dichiara il fermo produttivo e mette in libertà i lavoratoriTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Indesit. Azienda dichiara il fermo produttivo e mette in libertà i lavoratori

Si alza la tensione sulla Indesit Company che, a causa di una ristrutturazione interna, ha messo in libertà i lavoratori di Melano e Albacina a Fabriano. L’azienda ha risposto così agli scioperi indetti dai sindacati.

La tensione è alle stelle intorno alla Indesit Company, interessata negli ultimi tempi da una pesante ristrutturazione interna che ha penalizzato notevolmente i lavoratori della compagnia di Fabriano. La società infatti ha messo in libertà i lavoratori negli stabilimenti di Melano e Albacina a Fabriano. Si è trattato di una mossa a sorpresa, dopo gli scioperi indetti dai sindacati contro il piano di ristrutturazione dell’azienda. I sindacati hanno tutti reagito con un comunicato congiunto di Fiom, Fim e Uilm che hanno accusato la Indesit di comportamento “antisindacale”.  La società dal conto suo ha giustificato la scelta, che lascia di fatto a casa anche i lavoratori non scioperanti, senza retribuzione, dicendo che è “impossibile approvvigionare correttamente le linee produttive“. Da qui la decisione di operare il fermo produttivo, con l’attività lavorativa che riprenderà solamente il 2 luglio. Una volta appresa la notizia tutti gli operai sono usciti fuori dalle fabbriche per cominciare le proteste. Questa mattina alle 6 i lavoratori della Indesit hanno bloccato l’ingresso dei due stabilimenti di Teverola-Carinaro per protestare contro la decisione dell’azienda, confermata ieri dall’amministratore delegato della Indesit, Marco Milano, che ha confermato un piano che prevede 1450 esuberi in tutta Italia, di cui 540 solo nel Casertano. I dipendenti hanno impedito l’accesso anche ad un gruppo di circa 150 lavoratori richiamati oggi per recuperi produttivi, nonostante oggi fosse prevista la cassa integrazione per tutti i 930 lavoratori del sito; è stato consentito l’accesso solo al direttore dello stabilimento. I lavoratori sono esasperati e pronti a tutto dopo le tante promesse ricevute dai parlamentari cui non hanno mai fatto seguito i fatti. Giovedì 27 giugno intanto è tenuto l’incontro tra il ministro Zanonato, l’ad Milani e i rappresentanti delle regioni: si è deciso di aprire un tavolo nazionale, fissato per il 3 luglio. L’azienda ha spiegato che Indesit è un forte esportatore dall’Italia, dove produce il doppio di quello che vende, e una volta attuato il riassetto continuerà ad esserlo. I lavoratori però non ci credono, e non credono alla promessa di altri 70 milioni di euro da destinare a rilanciare il prodotto in Italia. In molti temono che verrà delocalizzato tutto in Turchia e in Polonia.

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