India. Alle urne 814 milioni di cittadini per decidere il futuro del PaeseTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

India. Alle urne 814 milioni di cittadini per decidere il futuro del Paese

Sono 814 i milioni di cittadini indiani che si recheranno alle urne per votare il rinnovo della Camera Bassa in India. Saranno le elezioni più lunghe del mondo dal momento che sono cominciate il 7 aprile e continueranno fino al 12 maggio. Solo allora l’India conoscerà il suo futuro, che inevitabilmente avrà ripercussioni in tutto il mondo.

Saranno le elezioni più lunghe del mondo quelle indiane che sono andate in scena il 7 aprile e continueranno fino al 12 maggio. Solo dopo sarà possibile capire quale sarà il futuro della terza potenza economica dell’Asia, un Paese dalle grandi potenzialità ma anche dalle enormi difficoltà e criticità sociali.  Saranno 814 milioni gli indiani chiamati a votare per il rinnovo della Camera Bassa e per assegnare i 543 seggi in palio, e saranno delle elezioni chiave dal momento che Nuova Delhi avrebbe bisogno di un governo saldo capace di traghettare il Paese verso un nuovo periodo di riforme sociali e progresso. Le sacche di miseria indiane sono ancora enormi e tanto si deve ancora fare per migliorare le condizioni di milioni e milioni di persone che vivono ancora sotto la soglia di povertà. Non solo, in diverse zone del Paese lo Stato è in difficoltà nel far fronte all’insorgenza maoista, con i guerriglieri che sono tornati a colpire proprio a ridosso delle elezioni nella zona di Chintagufa, dove tre soldati indiani che scortavano dei funzionari sono stati uccisi in un’imboscata. Si è tratta dei primi morti di questa campagna elettorale, il che dimostra l’enorme sfida a cui devono far fronte le forze di sicurezza indiane. 

Del resto la crisi economica ha colpito duro proprio l’India con il tasso di crescita che negli ultimi anni è sceso dal 9% al 3,8%. Secondo molti sarebbe colpa della corruzione endemica, ma sembra chiaro che i problemi del Paese sono molto più profondi. Attualmente i due candidati principali sono Rahul Gandhi, primogenito di Sonia Gandhi, per il Partito del Congresso, e il nazionalista Narendra Modi per il Bharatiya Janata Party (BJP). Rahul vorrebbe riportare l’India all’ “antico splendore”, anche se non si capisce quale esso sia, e a dispetto del cognome ingombrante, il candidato del Partito del Congresso non sembra disporre del carisma adeguato all’incarico. In molti sostengono che la credibilità di Rahul Gandhi sia minata dal passato straniero della madre, ma il vero problema non è tanto la credibilità dei Gandhi, quanto il fatto che l’opposizione, per la prima volta, si sia organizzata seriamente per tentare di vincere. Del resto Modi, il candidato del Bjp, ha anche lui i suoi bei scheletri nell’armadio, basti pensare che è stato accusato di aver preso parte nel 2002 al massacro del Gujarat, dove morirono oltre mille tra indù e musulmani. Modi ha sempre declinato ogni responsabilità, ma al momento del massacro era il Primo Ministro della regione e non ha fatto assolutamente nulla per evitare gli scontri, rifiutandosi anche di porgere le proprie scuse alle famiglie delle vittime. 

Eppure Modi è stato anche l’uomo che ha rinnovato il Gujarat, trasformandolo nella “risposta indiana alla Cina”, realizzando quindi una sorta di isola all’interno del mare indiano dove ha creato un modello di industrializzazione che, almeno per ora, ha mantenuto un tasso di crescita economica intorno all’8,5%.  Insomma il Bjp crede che Modi potrebbe essere l’uomo giusto per la crescita economica del Paese, mettendo così in secondo piano il problema delle minoranze etniche. Ma se Rahul Gandhi non convince, anche Modi potrebbe non uscire vincitore dalle urne. Infatti c’è una terza forza, quella dell’outsider Arvind Kejriwal, leader del movimento anti-corruzione e del ”Partito dell’Uomo Comune” (Aap). Costui si è mostrato come il campione di coloro che vorrebbero protestare contro il sistema politico indiano e la corruzione, raccogliendo milioni di voti tra le persone disilluse e sfiduciate. Ecco perchè il partito del Congresso avrebbe tutto l’interesse a realizzare una alleanza con il Partito dell’Uomo Comune, l’unico modo per fermare il Bjp di Modi, secondo molti lanciato verso la vittoria finale. Secondo le previsioni infatti, il fronte del nazionalista Narendra Modi potrebbe conquistare infatti dai 234 ai 259 seggi nella Camera bassa (Lok Sabha), che sarebbe il miglior risultato mai raggiunto, ma non sufficiente per avere la maggioranza di 272 seggi. Anche il Fronte Demoratico della Sinistra, vicino al partito comunista, dovrebbe ottenere dei risultati molto importanti soprattutto in alcune regioni, vedi il Bengala, il Kerala e Tripura. Nonostante i comunisti indiani siano in ascesa ormai da anni, significativamente i media occidentali continuano a non parlare di loro, forse perchè il Fronte Democratico della Sinistra prova a porsi come terza forza andando contro sia il Partito del Congresso, sia il Bjp.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top