India: i comunisti trionfano alle elezioni locali nel KeralaTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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India: i comunisti trionfano alle elezioni locali nel Kerala

I cittadini dello Stato indiano del Kerala hanno inflitto una severa sconfitta al Partito Indiano del Congresso (l’equivalente della Socialdemocrazia): ad essersi imposti sono invece i comunisti che hanno conquistato numerose comunità. Un verdetto popolare che arriva dopo casi di corruzione e di politiche anti-sociali da parte del governo regionale. Bloccato praticamente ovunque inoltre anche il tentativo del partito nazionalista BJP di emergere con un programma che prevedeva uno sbocco reazionario alla crisi.

Il Fronte Democratico della Sinistra che riunisce in un’unica lista il Partito Comunista Indiano (PCI) e il Partito Comunista Indiano-Marxista (PCI-M), quest’ultimo di origine maoista, ha vinto ad ogni livello delle collettività locali: sulle 939 “gram panchayats” (assemblee rurali) che andavano in votazione, 545 di esse sono finite sotto controllo rivoluzionario, contro le 326 vinte dai socialdemocratici e le 11 finite in mano ai nazionalisti; dei 152 “blocks samitis” (federazioni distrettuali delle assemblee rurali) 91 sono ora a guida comunista contro le 61 in mano socialdemocratica; e dei 14 “panchayats zilla” (distretti statali simili a dei cantoni) la metà è ora in mano alla coalizione dei due partiti marxisti-leninisti.
Anche alle elezioni comunali la situazione sorride ai comunisti: 44 municipi sugli 86 che rinnovavano i propri organi hanno sancito la vittoria del Fronte Democratico della Sinistra, che vince anche in 4 delle 6 “corporazioni municipali statali”, cioè i grandi centri urbani, mentre 41 città minori restano in mano al Partito del Congresso e una sola sarà governata dall’estrema destra. A Koothuparamba (29’500 abitanti), nel distretti di Kannur, i comunisti conquistano 27 seggi su 28 e nel medesimo distretto a Thalassery (100’000 abitanti) sui 52 scranni da rinnovare ben 35 si tingono di rosso. Nella capitale dello Stato del Kerala, ossia la corporazione municipale di Thiruvananthapuram (744’000 abitanti) i comunisti sono in testa con 43 deputati su 100, tallonati però dal BJP che sale da 6 a 32 eletti battendo i socialdemocratici che si fermano a quota 20 seggi. Il restante degli eletti risulta indipendente dai partiti. I comunisti vincono inoltre anche nei centri urbani di Kozhikode (436’000 abitanti), Kollam (361’000 abitanti) e Thrissur (317’000 abitanti).

I comunisti sono una realtà storicamente fortemente radicata nello Stato del Kerala ma dispongono anche di un ruolo non indifferente sul piano nazionale indiano, grazie anche alle ramificazioni di cui dispongono nella società. Il PCI controlla infatti il sindacato operaio AITUC con 2 milioni di iscritti, due organizzazioni contadine, la Federazione Nazionale delle Donne Indiane e la Federazione degli Studenti dell’India, quest’ultima con 5 milioni di giovani aderenti; dal canto suo il PCI-M gestisce direttamente tramite il suo sindacato CITU ben 3,2 milioni di lavoratori e, oltre ad avere anch’esso un movimento femminile e uno agricolo, ha a sua disposizione la forza militante di due associazioni collaterali dipendenti dal Partito, ossia la Federazione Studentesca Indiana con 4 milioni di iscritti nei campus e la Federazione Giovanile Democratica Indiana che organizza circa 15 milioni di ragazze e ragazzi.

da sinistra.ch

Fonte: Marx.21.it

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