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mercoledì , 18 ottobre 2017
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India. La rivoluzione dei farmaci generici, Novartis si arrende

Con una decisione storica la Corte Suprema dell’India ieri ha respinto la richiesta di brevetto formulata dalla multinazionale farmaceutica svizzera della Novartis riguardo al farmaco anti-cancro Glivec.

novartis

La questione è annosa e paradossale. Stiamo parlando del farmaco anti-cancro Glivec, prodotto dalla multinazionale farmaceutica svizzera della Novartis, cui la Corte Suprema indiana, con una decisione che farà storia, ha respinto la richiesta di brevetto. Si tratta di una decisione controversa e storica che ha subito sollevato le proteste della Novartis, ma che ha acceso le speranze di milioni e milioni di malati che non si potrebbero permettere il costosissimo Glivec per curarsi. La decisione della Corte Suprema indiana mette fine a un braccio di ferro legale con la casa farmaceutica durato sette anni, durante i quali la Novartis ha cercato con tutti i mezzi di far riconoscere come fondamentali alcune modifiche apportate alla composizione originaria del Glivec, al punto da essere tutelate da un nuovo brevetto, che avrebbe garantito alla casa farmaceutica di Basilea la produzione esclusiva del farmaco noto per i suoi potenti effetti nel contrasto alla leucemia. La Corte Suprema indiana però ha stabilito che la nuova composizione del Glivec non risponderebbe ai criteri di novità e creatività che la legge indiana ritiene necessari per concedere il brevetto. La decisione indiana ha mandato su tutte le furie la Novartis, che ha accusato la Corte Suprema indiana di aver preso una decisione che scoraggia la ricerca e l’innovazione. Peccato che la ricerca e l’innovazione servono a ben poco se i medicinali costano troppo e non possono essere diffusi anche tra la popolazione più povera, quella che, dopotutto, rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Al contrario, molte ong locali e internazionali hanno salutato con entusiasmo la decisione della giustizia indiana, una decisione storica che permetterà a tutte le aziende farmaceutiche del mondo di continuare  a produrre e a vendere la versione generica dello stesso farmaco a prezzi notevolmente più bassi. Quasi nessuno al momento può permettersi il Glivec dal momento che il trattamento mensile costa, in India, circa 2600 dollari contro i 175 dell’equivalente generico. Inoltre la sentenza Glivec potrebbe fare scuola dal momento che secondo le leggi internazionali  le aziende farmaceutiche che depositano e ottengono un brevetto possono commercializzare in esclusiva il medicinale brevettato per 20 anni. Dopo questi vent’anni il medicinale può essere prodotto da altre aziende, e il suo prezzo sul mercato comincerebbe così a calare. Insomma, molte industrie internazionali cercano di apportare modifiche minori ai propri farmaci in modo da ottenere nuovi brevetti e poter così commercializzare in esclusiva, capitalizzando al massimo i profitti. Ieri, dopo la sentenza della Corte, il titolo della Novartis sulla borsa indiana è sceso del 5%, mentre sono salite le azioni di due giganti locali della produzione di medicinali generici: Cipla e Natco.

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