India: violenza brutale e repressione contro i comunisti nel Bengala OccidentaleTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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India: violenza brutale e repressione contro i comunisti nel Bengala Occidentale

Attacchi contro le case degli attivisti comunisti e del Fronte di Sinistra, saccheggi, incendi dolosi, terrore e attacchi contro i mezzi di sussistenza hanno avuto luogo in modo esteso nel Bengala Occidentale (…) Circa 27.300 agricoltori, braccianti agricoli e mezzadri sono stati sradicati e privati del loro diritto alla terra. Quasi 50.000 persone sono state cacciate dalle loro case. 157 dirigenti, attivisti e sostenitori del Fronte di Sinistra hanno perso la vita in attacchi sferrati da teppisti, palesemente sostenuti dal partito di governo locale. Migliaia di attivisti della Sinistra sono stati feriti. Tutte queste cose sono accadute in uno stato in cui non è stata imposta l’emergenza, ma dove il partito di governo sta cercando di calpestare la voce dell’opposizione. 

Quasi trent’anni fa, la mezzanotte del 25 giugno 1975, lo stato di emergenza veniva imposto in India. Questa dichiarazione di stato di emergenza era assolutamente inutile perché non eravamo in presenza di un’invasione da parte di un nemico esterno, e neppure avevamo una situazione che non potesse venire risolta per via costituzionale.

Lo sguardo retrospettivo attraverso le pagine di storia rivelerà che le condizioni di vita della gente comune stavano peggiorando già all’inizio degli anni settanta. Lo sviluppo economico era entrato in una fase di stagnazione e il governo non era in grado di creare occupazione per milioni di giovani. Il divario tra ricchi e poveri si allargava. “Garibi hatao” (eliminazione della povertà) era lo slogan di Indira Gandhi al tempo della quinta consultazione elettorale per il Lok Sabha nel 1971, con la promessa di sviluppo, aumento dell’occupazione e controllo dei prezzi dei beni essenziali. In quelle elezioni il Partito del Congresso conquistò 352 seggi su un totale di 518 ed ottenne una chiara maggioranza. Indira Gandhi aveva percorso l’intero paese nella campagna elettorale per conquistare la fiducia della gente e per costruire il successo del suo partito. Ma il popolo si disilluse in soli tre-quattro anni. La perdita di fiducia popolare mise in evidenza la natura autocratica della signora Gandhi. Come altri dirigenti dalle attitudini dittatoriali impose lo stato di emergenza senza prendere in considerazione le pratiche democratiche, solo per ristabilire l’assoluto controllo del potere. Gli arresti dei dirigenti politici dell’opposizione iniziarono dalla mezzanotte del 25 giugno 1975, senza che alcun ministro del governo centrale pronunciasse una sola parola su quanto stava accadendo. A poco a poco, molti dirigenti e attivisti dell’opposizione vennero gettati dietro le sbarre.

In un paese democratico come l’India, non era assolutamente necessario arrestare i dirigenti politici dell’opposizione per impartire loro una lezione. Il discorso che il vecchio leader del Partito Comunista dell’India (Marxista) AK Gopalan pronunciò nel Lok Sabha il 21 luglio 1975, rifletteva molto bene la situazione in atto. Egli disse: “Io sto parlando in condizioni innaturali e gravi, mentre 34 membri del parlamento non sono qui. Non sono assenti per loro volontà, ma non sono qui perché si trovano dietro le sbarre senza processo. La signora Gandhi e il suo partito hanno fatto di quest’aula la sede di una farsa e di disprezzo. Anch’io ero in carcere e sono stato rilasciato solo una settimana fa. Voi tutti conoscete Jyotirmoy Basu. E Nurul Huda, un altro membro del nostro partito. Io sono vecchio e non posso alzare molto la voce. Sono stato rilasciato, ma gli altri due sono ancora in carcere. Il motivo è estremamente chiaro. Io non ho paura della galera perché ho passato in carcere 17 anni degli ultimi 45. Ma non posso dimenticare il trattamento inumano che ho subito per due giorni. Ho dovuto dichiarare lo sciopero della fame. E alla fine ho mandato un telegramma al presidente del Lok Sabha e questo probabilmente ha cambiato la situazione…

Lo stato di emergenza fu imposto non a causa di minacce esterne, ma a causa della sentenza dell’Alta Corte di Allahabad contro il partito del Congresso in merito alle elezioni per l’Assemblea del Gujarat, del rifiuto di Indira Gandhi di dimettersi dal premierato prima della sentenza definitiva della Corte Suprema e per il malcontento di massa contro il governo del Congresso. Il malcontento di massa crebbe a causa della profonda crisi dell’economia indiana e dell’adozione del modello capitalistico di sviluppo che rese i ricchi più ricchi e i poveri sempre più poveri.

L’imposizione dello stato di emergenza dimostrò chiaramente che il governo aveva avviato misure antipopolari. Tutte le pratiche democratiche vennero abolite. I diritti fondamentali conferiti dalla Costituzione indiana furono bloccati. Le disposizioni costituzionali stabilite dagli articoli 14 e 22 furono sospese. Tutto il potere fu accentrato nelle mani del primo ministro senza nemmeno prendere in considerazione le norme costituzionali. Gli emendamenti costituzionali sono diventati pratica frequente. E lo stato di uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge non fu più un obbligo. L’amministrazione di governo diede l’avvio ad ogni sorta di discriminazione. L’amministrazione non ritenne più necessario portare molte delle persone arrestate davanti alla corte e cancellò le informazioni che riguardavano gli arrestati.

Il BJP (il partito di destra recentemente arrivato al governo dopo le ultime elezioni politiche, ndt) sotto la guida di Narendra Modi è stato formato al centro con una chiara maggioranza, generata dalle illusioni di tanta povera gente, specialmente tra i giovani. La RSS (organizzazione di massa della destra indiana, ndt) rappresenta la linfa vitale del BJP e questa fanatica forza fondamentalista Hindu sta svolgendo il ruolo chiave nel governo di Modi. Sono arrivati al potere promettendo giorni belli, ma non abbiamo aspettato molto per vedere come reagiscono dopo non essere riusciti a ridurre al minimo il malcontento tra la gente comune e a creare posti di lavoro. La minaccia comunalista è aumentata nel paese da quando costoro reggono il timone del governo. Dobbiamo stare molto attenti che non distolgano l’attenzione del popolo dopo non avere apportato alcun cambiamento sostanziale. Non dobbiamo neppure dimenticare che è stato il Trinamul Congress (la forza comunalista al governo del Bengala Occidentale, peraltro nata come alleato del Partito del Congresso, che oggi si sta rendendo responsabile di inaudite violenze nei confronti dei militanti comunisti e di sinistra, ndt) che li ha cullati nel Bengala.

Dal momento delle elezioni per l’Assemblea del Bengala Occidentale, sono stati scatenati attacchi contro i dirigenti e gli attivisti dei movimenti democratici da parte dell’amministrazione di polizia e dei teppisti sostenuti dal partito di governo locale per reprimere i movimenti di rivendicazione popolare. Processi basati su accuse false e fabbricate sono stati avviati contro dirigenti e attivisti dei movimenti democratici. Mandati d’arresto sono stati emessi nei confronti di chi non doveva essere arrestato. Attacchi contro le case degli attivisti del Fronte di Sinistra, saccheggi, incendi dolosi, il terrore e gli attacchi contro i mezzi di sussistenza hanno avuto luogo in modo esteso. Bovini, animali da cortile, pesci negli stagni, prodotti agricoli e sementi sono stati saccheggiati. Circa 27.300 agricoltori, braccianti agricoli e mezzadri sono stati sradicati e privati del loro diritto alla terra. Quasi 50.000 persone sono state cacciate dalle loro case. 157 dirigenti, attivisti e sostenitori del Fronte di Sinistra hanno perso la vita in attacchi sferrati da teppisti, palesemente sostenuti dal partito di governo. Migliaia di attivisti della Sinistra sono stati feriti. Tutte queste cose sono accadute in uno stato in cui non è stata imposta l’emergenza, ma dove il partito di governo sta cercando di calpestare la voce dell’opposizione. Ma è impossibile terrorizzare il popolo per lungo tempo. I movimenti devono essere suscitati e fatti crescere da tutti noi per la resurrezione della democrazia e dei diritti democratici nello stato, e per questo uno stretto legame con la gente comune deve essere rafforzato prendendo lezioni dalla storia. Dobbiamo superare questa atmosfera soffocante di terrore con i movimenti popolari. Non abbiamo altra alternativa.

I comunisti e i militanti della Sinistra non si arrenderanno mai. I teppisti del partito di governo cercheranno di conservare l’atmosfera di terrore, ma isolarli dal popolo e ridurre la loro forza non è affatto impossibile. La forza unita della classe operaia e di tutti gli altri settori poveri della società si dimostrerà in grado di farli sloggiare. L’imperativo del momento è quello di esprimere la protesta contro ogni singolo attacco in tutte le località e promuovere movimenti. I comunisti e i militanti della Sinistra possono essere attaccati e uccisi, ma alla fine vinceranno. Noi non dimentichiamo che i diavoli non hanno mai fatto la storia; al contrario, a fare la storia è sempre stato il popolo invincibile.

Fonte: Marx21.it

Traduzione di Mauro Gemma

di Biman Basu | da “Peoples Democracy”, Settimanale del Partito Comunista dell’India (Marxista) 

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