Indossare l’elmettoTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Indossare l’elmetto

Il giorno dopo è forse anche peggio. Non sono ancora passate 24 ore dalla elezione del nuovo vecchio Presidente della Repubblica che già si sentono toni sbracati ed esultanti sul governissimo (e sulla legislatura lunga). Amato? Letta? Alfano? Peccato a questo punto che non siano della partita anche Ciriaco De Mita o Emilio Colombo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/marcocrupivisualartist/5071765744/”>Marco Crupi Visual Artist</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a&gt; <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a&gt;

Fonte: Sinistradigoverno

A parte le boutades, sembra davvero che la politica, le esigenze autentiche di chi non ne può più, siano assolutamente espunte dal dibattito generale. In questo campo da gioco dei progressisti oramai terremotato, l’ultima speranza pare essere davvero questo nuovo cantiere della sinistra lanciato da Nichi Vendola e che non dispiace a Fabrizio Barca.

Sarà essenziale evitare approcci politicisti perché il momento è drammatico, e vivacchiare non si può più. Si navigherà in mare aperto e sarà necessario scomporre le attuali forme partitiche della rappresentanza, perchè l’edificio della sinistra è oramai pericolante, e ricomporle in modo tale che tutti i pezzi, tutte le sensibilità, tutti i singoli si sentano parte costituente di un percoroso nuovo, e non la piccola rendita di posizione portata da cacicchi vari e disparati.

Un soggetto generazionale ma non giovanilista, “popolare ma non plebeo”, sociale ma non sterilmente movimentista. Un soggetto di sinistra che si butti definitivamnete tutte le sovrastrutture becere della seconda repubblica alle spalle senza gettare via anche il bambino, ossia la sua ragione sociale di sinistra, inequivocabilmente di sinistra. Un partito (questo è il punto, un PARTITO) che sappia capire la sua ragione storica per il domani e che nel titanico scontro tra neoliberismo e socialismo europeo si schieri apertamente, senza tatticismi, portando il suo contributo nell’unico schieramento capace di affermare ancora, senza minoritarismo, pur con qualche tentennamento,le esigenze sociali dei più deboli.

Di cantieri, è vero, se ne sono aperti tanti, troppi a sinistra. E quasi tutti si sono chiusi lasciando l’edificio a metà. Non sarà semplice vincere lo scetticismo e il disagio generali, e questi ultimi giorni bui della nostra debole democrazia non aiutano di certo a ritrovare entusiasmo. Ma è necessario provarci sino in fondo, ora. Ne va della storia politica di questo paese da qui ai prossimi vent’anni.

E in attesa che anche i giovani Turchi capiscano cosa fare, se rimanere dentro il Pd provandone a condizionare l’esistenza dall’interno o uscire via dopo l’abbraccio fatale con Berlusconi e Casini per costruire una nuova casa a sinistra e per la sinistra, osservo le piazze (gli agriturismi erano tutti prenotati) invase dai grillini esagitati e capisco che perdere anche un solo minuto sarà una colpa imperdonabile.

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