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lunedì , 23 gennaio 2017
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Ingroia a Mantova: tassi al 2% e no al fiscal compact

“Serve un istituto bancario che presti i soldi alle famiglie e alle imprese ad un tasso del 2%, contro l’8-9% di oggi”. Ma c’è anche un rifiuto netto al fiscal compact, definito da Antonio Ingroia “un cappio al collo imposto da Monti nell’interesse dei potentati europei”.

INGROIA

È l’economia il tema forte della campagna elettorale di Ingroia, che oggi ha portato la sua Rivoluzione civile a Mantova. Un incontro con le istituzioni e i cittadini in una sala degli Stemmi di Palazzo Soardi gremita, poi un caffè in centro, “accompagnato” da società civile e amministratori. Le domande rivolte al leader di Rivoluzione civile sono quelle che stanno a cuore in questo momento, dal lavoro alla situazione economica, ma non mancano le richieste in tema di Europa, banche, alleanze politiche, presenti e future. “Noi siamo alternativi alle politiche neoliberiste rappresentate dal berlusconismo e dal montismo”, ha voluto ribadire. Una distanza di posizioni che si misura anche in Europa: “la nostra è un’unione dei popoli e dei diritti, diciamo no a quella delle banche e dei poteri finanziari”.

Parole pronunciate mentre lo scandalo Monte dei Paschi di Siena si allarga e i contorni si fanno più inquietanti. Quale momento migliore per spiegare le proposte di Rivoluzione civile anche in tema di accumulazione illecita di capitali? Ingroia ha spiegato anche a Mantova la proposta presentata qualche giorno fa con i candidati Franco La Torre e Arcangelo Ferri, ovvero l’istituzione di un Alto commissariato per la ricerca e la confisca dei patrimoni illeciti della mafia, dei grandi evasori e dei corruttori. “Ci vuole coraggio – dice – le elezioni sono un treno che passa una volta sola. Si può lasciarlo andare, recriminando poi sulla sua destinazione, oppure con coraggio, correndo qualche rischio, ci si può salire sopra”.

Infine i temi locali, le elezioni regionali in Lombardia, simbolo dell’accordo possibile con il Pd: “Alle regionali sosterremo Ambrosoli. Questa è la dimostrazione che non siamo ostili al centrosinistra”, ha fatto notare Ingroia. “Il punto è che il dialogo a livello nazionale non si è riuscito a realizzare. Ma questo non è avvenuto perché la posizione del Pd non è chiara” rispetto ad un futuro accordo di governo con Monti.

Fonte: RivoluzioneCivile.it

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