Ingroia a Servizio Pubblico resiste agli assalti delle amazzoni del Cavaliere | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Ingroia a Servizio Pubblico resiste agli assalti delle amazzoni del Cavaliere

Ieri sera Antonio Ingroia ha resistito da solo a quasi due ore di attacchi ininterrotti da parte di Mara Carfagna e Lara Comi, due delle amazzoni fedelissime del Cavaliere, sguinzagliate per silenziare e umiliare l’ex pm antimafia di Palermo e il suo movimento, Rivoluzione Civile.

INGROIA

Ieri sera è andato in onda l’ennesimo avvilente spettacolo della politica italiana. Avvilente non certo per la presenza di Antonio Ingroia, uno che in politica è voluto entrarci per cambiarla, non certo per piegarsi al bieco teatrino inscenato da due delle amazzoni fedeli a Silvio Berlusconi, Mara Carfagna e Lara Comi. Si tratta di due delle più becere sostenitrici del sistema di potere del Pdl, due segugi sguinzagliati per sbranare Antonio Ingroia che, con la sua pacatezza ed educazione sembrava quasi destinato a una fine ingloriosa. Invece Ingroia con la forza della cultura e con la serenità dell’uomo che nulla ha da nascondere di fronte agli italiani ha risposto colpo su colpo alle provocazioni delle due amazzoni avvelenate, che con sorriso di scherno lo hanno attaccato senza sosta, minuto dopo minuto, bugia dopo bugia. Così abbiamo dovuto assistere alla Carfagna e alla Comi che accusavano Ingroia di circondarsi della vecchia politica, proprio loro che stanno per andare alle elezioni ancora con Berlusconi, Cicchitto e Brunetta. Hanno persino cercato di accusare Ingroia di scarsa serietà per aver lasciato in fretta e furia il Guatemala per tornare in Italia, ma l’ex procuratore antimafia, con il consueto aplomb, ha risposto ad ogni stoccata, mettendo quindi in risalto le enormi differenze culturali e valoriali che sussistono tra Rivoluzione Civile e il Popolo delle Libertà. Il confronto è quasi imbarazzante, e davvero ci si chiede se la Carfagna ci è o ci faccia quando cerca di dare lezioni di civiltà e di legalità ad Antonio Ingroia. E bene ha fatto Ingroia a ricordare alla Carfagna che l’Italia non è un paese come gli altri: ”L’Italia non è un paese normale perché ha una classe dirigente incline a delinquere“. Ecco perchè Ingroia ha deciso di bruciare le tappe e di provarci ora a cambiare le cose, tra tre anni potrebbe essere troppo tardi proprio per colpa di chi, come la Comi e la Carfagna, perde il suo tempo a difendere l’indifendibile. Addirittura agghiaccianti poi le posizioni della Comi, contraria alla Patrimoniale a priori, arrogante e squadrista nel parlare, perfettamente coerente con la scuola di dialettica di Arcore. E quindi viene fuori che per i bocconiani, vedi Monti, è quasi ingiusto far pagare le tasse agli imprenditori che “sono meglio di me e di lei“. E’ proprio contro quest’Italia, l’Italia del Pdl, l’Italia dei patti con la mafia, delle soubrette che diventano ministre, delle bocconiane che assurgono a classe dirigente, del merito come superiore al rispetto dell’individuo, è contro questa Italia ce ci va una Rivoluzione Civile.

d.c.

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