Ingroia chiama Bersani. La porta non è chiusa | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ingroia chiama Bersani. La porta non è chiusa

A ventiquattr’ore dalla discesa in campo di Antonio Ingroia alla testa degli arancioni, l’apparente calma piatta si rivela buona occasione per schiarirsi le idee rimettendo mano alle strategie.

ingroia 2

Tratto dal blog di YOUNG

Nel suo discorso al Capranica, l’ex pm palermitano ha lanciato alcuni segnali inequivocabili. In primis sottolineando come la strada maestra sia quella che porta all’accordo con il centrosinistra. L’appello a Bersani, esplicito, è stato accompagnato dalla promessa di rottamare i vecchi leader di partito. Evidentemente il bersaglio si chiamava Antonio Di Pietro, poco digeribile ai democratici dopo il suo comportamento durante l’anno di Monti.

Inoltre, Ingroia ha anche annunciato che il percorso è ormai definito, che non tornerebbe indietro nemmeno in mancanza di accordo. Ed è questo che spaventa il Pd da un lato e Vendola dall’altro. I sondaggi, infatti, non hanno dato il responso che in via delle Fratte auspicavano. Gli arancioni supererebbero il quorum alla Camera e potrebbero essere determinanti per alcune regioni al Senato. E come se non bastasse, non è certo sfuggito al leader di Sel l’apprezzamento verso il nuovo Polo di un fuoriclasse della sinistra come Maurizio Landini, che ha così esplicitato la distanza dal governatore pugliese. Il quale rischia l’isolamento da destra, con un Pd moderato specie se Monti non dovesse scegliere la via dell’impegno, e da sinistra con un movimento in grado di drenare consensi un po’ dappertutto, da Grillo, dall’astensionismo e dalla sinistra radicale. Per questo il leader di Sel oggi ha invitato Bersani al dialogo con gli arancioni. Meglio tenerli dentro- è il ragionamento- rispetto a che facciano danni fuori. E’ pur vero che dai democratici si sussegue un niet dopo l’altro. Oggi il più pesante è stato quello di Fassina, che ha ingaggiato una polemica a distanza con lo stesso Ingroia.

Il punto è che i problemi restano sul tavolo: il neonato movimento arancione i voti li prende, e per Bersani rinunciare a Palazzo Chigi per colpa della sinistra avrebbe il sapore della beffa. Qualcosa potrebbe cambiare con le decisioni che Monti comunicherà domani. Quel che è certo è che, ad oggi, chi va sostenendo che il Quarto Polo sicuramente si presenterà da solo, mente sapendo di mentire.

Lorenzo Mauro

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top