Ingroia. La ripresa passa solo per la legalità | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ingroia. La ripresa passa solo per la legalità

Secondo i sondaggi IPSOS, in caso di vittoria del Pd alle prossime elezioni, il 19% degli italiani auspicherebbe un’alleanza tra Pd e Rivoluzione Civile. L’elettorato di centro-sinistra quindi, a differenza di Bersani, non ritiene deleteria l’alleanza con gli Arancioni. Ingroia intanto, dopo aver incassato il “no” del segretario del Pd, continua la sua campagna elettorale all’insegna del ripristino della legalità e della lotta alle mafie.

Fonte: Oltremedianews

Antonio-Ingroia1

“I cittadini sono preoccupati per la crisi, io non voglio scaricare la colpa solo sui ministri dell’economia degli scorsi anni, ma mi limito a constatare che tutte le promesse fatte sono state disattese. A differenza degli altri non ho ricette magiche per la crisi, né prometto l’impossibile, ma le nostre proposte si distaccano in toto da quelle del passato. Se diventassi Premier renderei certamente il sistema economico più equo: il ceto medio-basso sta diventando sempre più povero e la crisi si sta trasformando a tutti gli effetti una depressione. A tal proposito, tra le priorità della nostra agenda, ci sono l’abolizione dell’imu e l’imposizione di una patrimoniale per i redditi alti. È ora che inizi a pagare chi  non l’ha mai fatto”. Così Antonio Ingroia, dallo studio di Ballarò, ha sottolineato con forza l’identità innovativa ed egualitaria del suo movimento.”Mentre lo scudo fiscale di Tremonti ha premiato e incentivato la creazione di patrimoni illegali, e non soltanto mafiosi, per noi la rifondazione morale della politica è una questione ineludibile. L’abbattimento del cuneo fiscale passa necessariamente per una lotta senza quartiere all’illegalità”. A tal proposito l’ex pm si è anche detto contrario alla proposta di Pdl e Lega di far rimanere in Lombardia la maggior parte delle tasse raccolte, facendo così dell’ente locale una sorta di regione a statuto speciale. Una giunta quasi per intero sotto inchiesta (ndr gli ultimi scandali a proposito dei fondi regionali spesi per acquistare champagne, cartucce per fucili e oggetti di cosmetica) non sembra infatti la più adatta a gestire ancora più soldi di quelli di cui già dispone attualmente.

“Per rimettere in moto il nostro sistema sociale sono necessari nuovi investimenti, ma questo non va fatto vendendo l’argento di famiglia. I tagli alla spesa pubblica non sono l’unico modo possibile per reperire i fondi di cui c’è bisogno e anzi io dico che questa strada si sta dimostrando assolutamente deleteria. La corruzione mafiosa è il principale deterrente per gli investitori stranieri dall’investire in Italia nonché il motivo di salasso più grande delle risorse pubbliche. Torno a ribadire con forza che senza una lotta efficace a questo mondo non si andrà da nessuna parte”.

La cosa interessante è che la maggioranza dell’elettorato di centrosinistra, secondo i sondaggi IPSOS, si aspetta da un eventuale governo Pd un abbattimento del cuneo fiscale, maggiore equità e occupazione, tutti temi molto cari al movimento di Ingroia. Ricordiamo però che solo qualche giorno fa Bersani ha prima bollato come populista il neonato schieramento della Rivoluzione Civile e poi ha chiesto a Ingroia di ritirarsi dal correre in alcune regioni chiave per evitare presunte dispersioni di voti, e nemmeno davanti alle richieste del suo elettorato storico sembrerebbe optare per un’apertura alla sinistra arancione piuttosto che al centro montiano dei poteri forti. Ad ogni modo, sempre secondo le stime IPSOS, una colazione Pd-Sel-Psi-Arancioni raggiungerebbe circa il 40% dei consensi, ancora lontano dal 48-49% del 2006, ma sicuramente sufficiente per risultare lo schieramento più votato. Tuttavia questa suggestione rimarrà con ogni probabilità inapplicata dal momento che il Pd si è arroccato sul proseguimento dell’agenda Monti, di cui verrà mantenuta l’impostazione fondamentale. A tal proposito il fiscal compact è probabilmente il tema su cui Bersani e Ingroia non si danno reciproci margini di trattativa: il primo dice di non potervi rinunciare e il secondo, per fortuna, non ne vuol proprio sentir parlare.

Fabrizio Leone

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top