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lunedì , 29 maggio 2017
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Ingroia. Prima intervista da candidato premier

Nell’intervista andata in onda su tgcom 24 all’ora di pranzo, l’ex pm Antonio Ingroia ha affrontato i temi cardine del suo programma: legalità, economia e diritti. “Non temo nessuno, ma riconosco che Monti sarà il nostro avversario più temibile”. “L’entusiasmo crescente attorno alla nostra lista lascia ben sperare”.

Fonte: Oltremedianews.it

Antonio Ingroia presenta il manifesto "Io ci sto"

Vogliamo essere credibili e dimostrare agli italiani che la Rivoluzione Civile non è una velleità retorica, ma un serio piano di impegno politico volto a riconsegnare all’Italia la dignità che merita”, con queste parole Antonio Ingroia, nella sua prima intervista da candidato premier, ha commentato il programma del suo movimento. Fare la “Rivoluzione Civile vuol dire rimettere in cima i valori della Costituzione e permettere ai tanti cittadini per bene di impegnarsi attivamente in politica senza essere succubi delle logiche di partito. Proprio per questo chiediamo alla politica professionale di fare un passo indietro. La nostra rivoluzione non va intesa nel senso novecentesco, a cui sono collegati spesso violenza e insuccesso, ma ad una ferrea volontà di cambiamento istituzionale, sociale ed etico”.

L’ex pm, in collegamento dal Guatemala, ha anche sottolineato che la sua non sarà una marcia giustizialista né unalegalità forcaiola, che spesso sfocia nel populismo, ma un progetto serio e ponderato. A proposito di ciò ha detto che i militanti stanno lavorando a varie proposte di legge che verrebbero attuate in caso di vittoria alle urne. “Se diventassi premier la prima riforma che affronterei sarebbe quella sul conflitto di interessi, che impedisce la libera informazione e, di conseguenza, ostruisce l’accesso diretto ai mezzi democratici. Allo stesso tempo mi impegnerei per ridare lustro a tutto il settore pubblico, per ripristinare la certezza di un lavoro e attuerei misure pragmatiche nella lotta alla mafia e alla corruzione”. Nel prosieguo dell’intervista l’ex magistrato si è detto assolutamente favorevole ad una patrimoniale per i super-ricchi e alla promozione della crescita tramite la defiscalizzazione delle piccole e medie imprese e tramite la lotta senza quartiere ai patrimoni illegali e all’economia sommersa.

Per quanto riguarda i costi della politica, Ingroia ha detto che è impensabile prospettare una “politica a costo zero”, dal momento che questo aprirebbe la strada ai finanziamenti privati, forieri di interessi personali e intrecci poco puliti. Ciò premesso “ridurremo gli sprechi patologici della politica, ma con razionalità e senza derive populiste”.

Ultimo tema toccato nell’intervista è stato quello relativo alla campagna elettorale in corso. Il leader di Rivoluzione Civile ha detto di non temere nessuno, anche se ha riconosciuto che Monti è probabilmente l’avversario più autorevole e insidioso, pur avendo sotterrato l’Italia con politiche di austerità insostenibile. Non è mancata nemmeno un’affilata stoccata aBerlusconi, definito come un morbo ventennale contro cui ormai gli italiani si sono vaccinati. E’ mancato invece ogni riferimento al Pd e al M5S, con cui la scorsa settimana aveva provato ad intrecciare un qualche rapporto. Proprio dal movimento di Grillo, l’esule Favia pare sia pronto a passare tra le file degli Arancioni e a figurare tra gli illustri personaggi della società civile (La Torre, Stramaccioni, Ruotolo, Vauro, Lotti, Marano) che appoggiano la Rivoluzione morale, sociale e culturale promossa da Ingroia.

Fabrizio Leone

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