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venerdì , 21 luglio 2017
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Ingroia sul caso Mps: l’intreccio di politica e affari protegge la casta

Intervista di Antonio Ingroia questa mattina ad “Unomattina” su Rai1. Il leader di Rivoluzione civile ha raccontato la sua salita in politica e ha attaccato sul caso Mps. Poi alcune battute rivolte al Pd sull’ipotesi desistenza e a Beppe Grillo. 

Fonte: Oltremedianews.com

ingroia


«Le vicende del Monte dei Paschi di Siena sono la triste conferma del fatto che quando politica e affari si intrecciano gli unici interessi tutelati sono quelli della casta». Antonio Ingroia torna a dire la sua rispetto allo scandalo che sta facendo vacillare il Pd in piena campagna elettorale: la crisi di Mps. E lo ha fatto da “Unomattina” dove il leader di Rivoluzione Civile è stato ospite per una lunga intervista, la prima al programma di Rai Uno da quando l’ex pm è salito in politica.

Ad ogni modo l’attacco su Mps era nell’aria. Troppe le domande che devono trovare risposta: l’ammontare effettivo delle perdite da investimenti sui derivati nell’ambito dell’operazione Alexandria con Nomura, la realte utilità di queste operazioni e l’ombra dell’ipotesi di truffa nei confronti degli azionisti; il perché delle maglie larghe nella vigilanza del gruppo di credito che, a quanto si evince dalle notizie di cronaca, non sempre sarebbe stata al corrente delle operazioni dei manager; e poi c’è la questione dell’acquisizione di Antonveneta, il reale importo dell’operazione ed i dubbi sulle modalità con cui sarebbe stata condotta. Infine l’interrogativo più importante: quale è stato il ruolo della politica nella vicenda Mps e come incidono i partiti nella gestione degli istituti di credito?
Interrogativi, questi, che sono stati riproposti anche stamane da Antonio Ingroia, il quale già nei giorni scorsi aveva speso parole di dura critica nei confronti delle banche di affari affinché tornino a svolgere le attività di raccolta e di gestione del risparmio delle famiglie senza investimenti azzardati. «Ho letto che il costo di Antonveneta è stato sopravvalutato. Questo mi ricorda gli esiti di altre inchieste di questo tipo» ha poi chiosato l’ex-pm di Palermo.

Quindi alcune battute sul quadro politico di queste ultime settimane prima del voto. Prima una stoccata al Pd: «Pierluigi Bersani sbaglia quando dice di non ritenere utile il dialogo con noi; anche perchè non può poi accusarci di non andare incontro alle esigenze elettorali del suo partito non accettando la desistenza in alcune regioni» ha detto Ingroia tornando su uno degli argomenti che più hanno acceso la polemica fra democratici e Rivoluzione Civile, quello della desistenza al Senato.

Poi l’ex pm ha rispoto a chi ha criticato la presenza dei partiti nel suo schieramento. In particolare il leader della lista «Rivoluzione Civile» ha escluso che il suo movimento sia una sorta di taxi o zattera per “salvare” i partiti che ne fanno parte. «Si tratta – ha sottolineato – di un’operazione civile assolutamente nuova perché per la prima volta vengono proposti capolista che sono espressione della società civile, mentre i leader dei partiti che ci appoggiano hanno fatto un passo indietro». Ingroia ha quindi fatto l’esempio di Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, che «ha accettato una candidatura per la quale non è per nulla scontata l’elezione».

Sui magistrati in politica Ingroia ha poi detto: «Mi sembra che ci sia un eccesso di criminalizzazione nei confronti dei magistrati che entrano in politica. Candidandomi alle elezioni chiedo ai cittadini di valutarmi per le mie proposte politiche, non per quello che ho fatto come pubblico ministero». Del resto, a chi accusa il magistrato di Palermo di essersi messo in espettativa senza dimettersi dalla sua precedente professione è lo stesso leader di Rivoluzione Civile a rispondere: «Svolgo la mia attività politica come magistrato in aspettativa. Del resto sono molti i magistrati eletti nel Pd che non si sono mai dimessi».

C’è tempo poi per alcune battute sulle alleanze. Per un Pd che sembra sempre più vicino ad un accordo post voto con Monti – per dirla alla Di Pietro “sono già culo e camicia” – c’è un Grillo che dimostra nervosismo nei confronti della squadra di Ingroia. A lui l’ex pm ha voluto rispondere così: «Beppe Grillo ce l’ha con me perchè il suo movimento ha avuto un’emorragia di consensi a mio favore. La verità è – ha proseguito il leader di Rivoluzione Civile – che lui è un politico di professione che attacca me che sono un esponente della società civile».

M.T.

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