Insonnia e crisi economica: si stava meglio quando si stava peggioTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Insonnia e crisi economica: si stava meglio quando si stava peggio

La crisi economica toglie davvero il sonno a chi la subisce? La storia di ieri e di oggi suggerisce risposte contrastanti sul punto, ma una lezione generale da trarre ce l’abbiamo ed è bene non scordarsene. 

Fonte: Oltremedianews

Nell’accingerci ad introdurre l’argomento chiediamo al lettore di chiudere gli occhi e di lasciare i propri pensieri liberi di scorrere attorno alla locuzione “crisi economica”. Declino, disoccupazione, crollo dei consumi, Keynes, sfiducia, 1929: tali parole, ed altre immagini tante più colte quanto più profonda sarà la vostra capacità di abbandono, crediamo possano rappresentare con buona approssimazione i percorsi delle vostre menti. Probabilmente nessuno, forse solo quei pochi che avevano in mente il titolo, hanno pensato invece all’insonnia. Eppure qualcuno ha studiato il problema, l’ha soppesato e analizzato, ci si è addormentato sopra e infine ne ha tratto persino qualche conclusione.

Qualche giorno fa, in occasione del World Sleep Day – i perdigiorno come me sapranno sicuramente di cosa si tratta -, un’indagine condotta dalla azienda Sanofi ha riscontrato che la crisi economica è una delle maggiori cause d’insonnia per gli italiani. In particolare la paura di perdere il posto di lavoro e la frustrazione di percepire redditi inferiori a quelli dell’ante crisi sembra che siano le due principali preoccupazioni capaci di tarlare i nostri pensieri fino a tarda notte. I più arguti staranno sicuramente borbottando, magari perché appartenenti a questa categoria, che non c’era affatto bisogno delle parole di qualcun altro per inquadrare un problema così ovvio. Per questo motivo passiamo direttamente oltre per non oscurare la fine (e il fine) dell’articolo.

Ammesso pure, come molti sostengono, che la storia non sia affatto una buona consigliera né tantomeno una maestra di vita, non possiamo tuttavia ignorare il fatto che è proprio di un’indole umana mediamente evoluta fare paragoni tra situazioni diverse. E chi di noi ha sentito almeno una volta negli ultimi anni un paragone tra la crisi di oggi e quella del ’29?

Tra similarità ed elementi dissimili di varia ragione, la storia del sonno racconta una variante diversa per la crisi del 1929. È stato stimato infatti che mentre negli anni ’20 si andava a dormire in media attorno alle 23:00, dopo il crollo di Wall Street, non essendoci programmi in tv, né il calcetto, né un qualche articolo senza pretese come questo, le persone si coricavano qualche minuto prima delle 21:00 per riempire giornate faticosamente vuote. Ovviamente anch’io mi sono chiesto quale incidenza abbiano avuto queste due ore aggiuntive sul tasso di natalità, ma non è assecondando la vostra malizia che voglio concludere l’articolo.

Stasera infatti possiamo andare a letto con almeno due suggestioni in tasca o in testa, come preferite.

In primis che, almeno dal punto di vista del sonno, si stava relativamente meglio quando si stava peggio in senso assoluto.

In secundis se fosse vero, come dicono molti storici, che l’attuale crisi sia più acuta di quella del 1929 e che richiederà per le nostre società un periodo di degenza superiore ad allora, allora c’è poco da dormire tranquilli.

Vogliamo forse togliervi il sonno? Assolutamente no, ma consci di come sono finite le cose allora e memori delle nequizie perpetrate in alcuni Paesi europei non dovremmo addormentarci sul tema del disagio sociale nei tempi di crisi. In ultima istanza vorremmo proprio che la ragione non venga offuscata, come spesso accade, dall’oblio del sonno: questo infatti, parafrasando Goya, ha come solo ed unico effetto quello di generare mostri.

 Fabrizio Leone

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Un commento

  1. psicoterapeuta

    quasi tutti i Terapeuti cognitivo comportamentali, utilizzano, collaudate, strategie terapeutiche, non farmacologiche, multicomponenziali e comunque sempre personalizzate (riconosciute efficaci pure dalla “medicina basata sull’evidenza”) per sconfiggere, per sempre, tutte le problematiche del sonno (v. il recente Il Manuale pratico del Benessere, Ipertesto editore, patrocinato Club UNESCO). Non solamente la comune insonnia, anche pervicace, e anche se presente da decenni.
    Vari sono poi i riferimenti concreti e dettagliati sull’insonnia, presenti ne Il Manuale pratico del benessere, “il percorso guidato di auto-aiuto per vivere meglio”, attraverso esercitazioni domestiche, consigli psicologici, prescrizioni naturopatiche e test di autovalutazione precisamente alle seguenti pagine: 114, 175, 181, 187, 275, 288, 296, 337, 270, 446, 491, 547

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