Interventi immediati contro la violenza domesticaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Interventi immediati contro la violenza domestica

Interventi immediati contro la violenza domestica

Alessandra Moretti: “radicato e strutturale il problema del femminicidio”. Quest’oggi, al Consiglio dei Ministri, si sarebbe dovuto trattare il problema dell’affollamento delle carceri. La questione è stata rimandata a martedì prossimo per inserire, invece, un lungo capitolo dedicato alla violenza sulle donne.

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Ricordiamo l’intervento del 3 giugno scorso di Alessandra Moretti in Parlamento che sottolineava quanto tale fenomeno sia “Radicato e strutturale, un fenomeno complesso che richiede un approccio multidisciplinario”. Come mezzo efficace di lotta proponeva “un intervento educativo di sensibilizzazione sociale finalizzato a rimuovere gli stereotipi cultuali di genere, così radicati, per far crescere una generazione di donne e uomini forti, di una coscienza che riconosca come innaturale ogni forma di violenza della donna”. L’educazione è l’arma più potente per correggere ogni comportamento sbagliato; se la società viene educata a valori, quali il rispetto per la donna  in questo caso, questi valori diventeranno legge interiore in cui ogni individuo si identificherà.

La Moretti ricorda di come la famiglia sia un’istituzione protetta e inviolabile, la cui protezione e inviolabilità rischia di diventare una minaccia per i componenti più deboli. Occorre per questo un intervento di professionisti con una preparazione specifica efficace e pronto, che intervenga nel momento stesso in cui  la donna presenti denuncia “prima che la famiglia della donna, che considera spesso tale reato una questione da trattare esclusivamente in famiglia, si riprenda il suo segreto attraverso un meccanismo perverso di ricatti, minacce finalizzati a destabilizzare e minare la credibilità della donna”.

Secondo quanto è stato stabilito dal Consiglio, la polizia è chiamata a intervenire con nuove modalità:

  • La possibilità di intervenire con ammonimenti anche in caso di mancata denuncia da parte della donna stessa. Sarà sufficiente che la polizia venga informata da qualcuno, garantito dall’anonimato, per intervenire;

  • In caso in cui non venisse rispettato l’ammonimento, si procederà con una immediata attivazione del processo e la conseguente condanna con una pena che è stata aumentata.

  • In caso di famiglie di immigrati, la vittima potrà anche avere un permesso di soggiorno di carattere umanitario;

  • Non si dimenticano gli stalker e gli ex. E’ stalker anche la persecuzione commessa per via telematica e informatica.

  • Si rafforzano le sanzioni per chi viola “il divieto di avvicinamento ai luoghi della persona offesa”;

Iniziative che rappresentano dei passi avanti, certo, ma poco efficienti. Occorre rafforzare l’azione dei centri anti-violenza, scarsamente diffusi ed efficienti, ma mancano soldi; organizzare centri di rieducazione per questi soggetti che partono da una visione della vita deformata, ma mancano soldi;  accrescere azioni di sensibilizzazione della popolazione, per una lotta comune ad un problema sociale, ma mancano soldi; tutte iniziative che in una società del terzo millennio, forse, non dovrebbero per nulla mancare o di cui se ne dovrebbe avere appena bisogno.

Glenda Silvestri

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