Intervista a Jon Rodriguez di Izquierda UnidaTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Intervista a Jon Rodriguez di Izquierda Unida

Izquierda Unida, storico partito della sinistra spagnola, è stata la terza forza politica della Spagna per oltre 20 anni. La nascita, e l’affermazione alle ultime elezioni, di Podemos e Ciudadanos, hanno portato Izquierda Unida in secondo piano. Alle elezioni parlamentari dello scorso dicembre, IU ha dato vita ad un’alleanza con altre forze politiche di sinistra locali. La coalizione, nominata Unidad Popular, ha ottenuto meno del 4%, è riuscita ad eleggere solo due deputati al Congresso e ha fatto registrare il peggior risultato elettorale di sempre per IU, dopo che alle elezioni europee dell’anno precedente era riuscita ad ottenere il 10% dei consensi spagnoli. I sondaggi delle ultime settimane danno comunque IU in netta crescita, fra il 4,5% e il 7%.

Jon Rodriguez, membro del gruppo di coordinamento dei Giovani di Izquierda Unida, ha fatto il punto sull’attuale situazione politica spagnola.

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- Come giudicate i risultati delle ultime elezioni? Speravate in un risultato differente?


- Penso che il risultato elettorale di Izquierda Unida – Unidad Popular non sia stato positivo. La campagna elettorale si è accentrata attorno i quattro partiti principali e per noi è stato molto difficile ritagliarci dello spazio in questo scenario. Ciò nonostante, gli attivisti del nostro partito hanno fatto una campagna straordinaria che ci ha permesso di ottenere quasi un milione di voti, ma a causa dell’ingiusto sistema elettorale, siamo riusciti ad eleggere solo due membri al Congresso. Se dividiamo il numero di eletti per il numero di voti, ogni eletto di Izquierda Unida può contare su 500.000 voti, mentre ogni eletto del Partito Popolare o del Partito Socialista può contare solo su 50.000 voto. Nei territori dove ci siamo candidati all’interno di ampie coalizioni i risultati sono stati eccezionali. In Galizia e in Catalogna siamo stati la forza politica più votata, grazie ad accordi con Podemos, partiti ecologisti e movimenti sociali, che ci hanno permesso di registrare i migliori risultati della nostra storia. Questa è una lezione che ci deve servire per il futuro.

- Vedi possibile un’alleanza con Podemos a livello nazionale?


- Abbiamo sempre ritenuto fondamentale un’alleanza con Podemos che sarebbe l’unico modo per ottenere più voti del PSOE e poter realizzare un programma di sinistra. Purtroppo una parte della dirigenza di Podemos ha fatto molta resistenza alla nascita di un’alleanza con noi. Siamo due organizzazioni molto differenti con un programma diverso ma un’alleanza elettorale è la migliore strada per un governo progressista. Noi continueremo a provare a dar vita a questa alleanza.

- Quale pensi sia la migliore soluzione per la Spagna al momento? Siete favorevoli al ritorno alle urne in tempi stretti?

- La soluzione migliore è un governo di sinistra con Izquierda Unida, Podemos e il Partito Socialista, quest’ultimo deve però decidere se essere una forza politica che difende o meno la classe operaia. Se vi saranno nuove elezioni sarà perché il PSOE non sarà abbastanza coraggioso nel mantenere le promesse fatte e nell’iniziare un processo di cambiamento del Paese da sinistra. Noi abbiamo già visto ciò, durante la campagna elettorale il PSOE ha promesso di abrogare la legge sull’istruzione del Partito Popolare, ma in Parlamento non ha sostenuto la sua abrogazione.

- Non pensate che ci sia il rischio che il PSOE, come altre forze politiche del centrosinistra europeo, sia più propenso ad un’alleanza con le forze di centro e di centrodestra, che a cercare un accordo con partiti alla sua sinistra?

- L’alleanza fra PSOE e Ciudadanos non è un rischio ma una realtà. Il PSOE ha deciso di favorire e mettere al primo posto un’alleanza con una forza liberista che non è interessata al recupero dei diritti sociali persi negli ultimi anni ma che in qualche caso propone misure più aggressive del PP, ad esempio sul tema dei diritti dei lavoratori. Purtroppo il PSOE sta cercando di escludersi dall’alleanza che la maggioranza dei propri elettori ha scelto.

 - Riguardo alla scorsa legislatura, come giudicate il lavoro del governo Rajoy? E cosa pensate degli scandali che hanno coinvolto negli ultimi mesi il suo partito?

- Il governo Rajoy ha avuto grande successo nel suo obbiettivo principale, quello di servire gli interessi dei privilegiati. Ha tagliato i fondi per i servizi sociali, reso il lavoro più precario e la vita dei giovani lavoratori più difficile. Il PP agisce come le classi dominanti del Paese perché ne fa parte, la sua non è solo una elite politica ma anche economica, e gli scandali di corruzione coinvolgono allo stesso modo politici e imprenditori. Hanno dimostrato di non avere alcun interesse per il Paese ma di voler solo ottenere un profitto personale sempre maggiore.

 - Come organizzazione giovanile su quali temi focalizzate la vostra attenzione e le vostre battaglie?

- I giovani devono dare l’impulso maggiore al cambiamento della Spagna e sono i più interessati al miglioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi pubblici, in quanto ne sono i maggiori fruitori. Noi stiamo lavorando molto per ciò e contro l’esodo di ragazzi spagnoli verso il Nord Europa, alla ricerca di un futuro migliore. Ci battiamo anche contro la discriminazione dei migranti, delle donne e della comunità LGBT.

Gianluca Baranelli

Tribuno del Popolo

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